Cosentino, Cassazione conferma accusa concorso esterno mafia

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La Suprema Corte esclude “applicazione distorta delle norme riguardante il concorso di persone nel reato ”. Il gip aveva disposto la custodia cautelare in carcere per il sottosegretario all’Economia

Il giudice per le indagini preliminari di Napoli, che ha disposto la custodia cautelare in carcere per il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino, ha osservato i principi di diritto enunciati alla Suprema Corte, per cui "devono escludersi distorte applicazioni delle norme incriminatrici risultanti dal coordinamento dell'articolo 110 c.p., riguardante il concorso di persone nel reato, con l'articolo 416 bis che punisce il delitto di partecipazione ad associazioni mafiose". Lo scrive la prima sezione penale della Cassazione, spiegando perche', il 28 gennaio scorso, confermo' la custodia cautelare nei confronti di Cosentino.

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