Regionali, sospeso il listino della Polverini

Renata Polverini
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La lista presenta un errore formale. Al momento la sindacalista non risulta più candidata per il Pdl alla guida del Lazio. "Sono ottimista" dice dopo l'incontro con Berlusconi. Schifani: garantire diritto di voto. Maroni: decreto impossibile

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Il "listino" della candidata presidente del Lazio per il Pdl, Renata Polverini, resterà "sospeso" fino a quando la Corte d'appello di Roma non ne avrà valutato la conformità: lo ha annunciato una nota del Pdl. Mentre in serata, i coordinatori nazionali del partito hanno detto che l'esclusione della lista del partito di maggioranza relativa dalla competizione elettorale rappresenterebbe un fatto senza precedenti.
   
"In data odierna l'ufficio centrale regionale presso la Corte d'Appello di Roma ha notificato al delegato del Pdl Lazio, Vincenzo Piso, una comunicazione in base alla quale chiede la produzione di chiarimenti in ordine alla delega in favore dello stesso Piso", afferma la nota, dopo che alcuni media hanno annunciato la bocciatura della lista.

"Pertanto, allo stato, in attesa di questi chiarimenti, che saranno prodotti entro domani mattina allo stesso ufficio centrale regionale, il listino resta sospeso", prosegue la nota, in cui si precisa che "ogni altra illazione, anche relativamente a motivi diversi circa la sospensione della lista, è destituita di ogni fondamento".
   
I magistrati non hanno ancora deciso se escludere il "listino" per la mancanza di una firma, come aveva spiegato in precedenza una portavoce di Piso: "Stiamo ancora cercando di capire cosa è successo... Non c'è una bocciatura ma c'è una valutazione in corso perché pare che ci siano problemi, che la lista non sia conforme. Pare che non sia una cosa allarmante, forse una firma che manca, ma al momento non c'è nulla di ufficiale".
   
"Mi auguro e fortemente tifo che si possa garantire il voto a tutti i cittadini", ha commentato il presidente del Senato Renato Schifani.
   
Sabato scorso l'ufficio elettorale aveva già bocciato la lista del Pdl nella circoscrizione provinciale di Roma perché presentata oltre la scadenza ufficiale, e il caso è al centro di un ricorso all'Ufficio centrale regionale della Corte d'appello.
   
In Lombardia, invece, è a rischio la lista del presidente uscente Roberto Formigoni, del Pdl. "Escludere dalla competizione elettorale la lista del partito di maggioranza relativa, danneggiata da decisioni senza fondamento,
rappresenterebbe un fatto senza precedenti e provocherebbe un grave vulnus di carattere politico", hanno affermato in una nota i tre coordinatori nazionali del Pdl, Sandro Bondi, Denis Verdini e Ignazio La Russa.
  
 "Appare strano che proprio nelle 2 principali città, Roma e Milano, sia pure con modalità e motivazioni dissimili, si sono messi in moto meccanismi che hanno portato, allo stato, alla non accettazione dei listini regionali Pdl e della lista provinciale di Roma", prosegue la nota.
   
"A Roma è di tutta evidenza l'azione violenta e illegittima contro il Pdl (denunciata penalmente alla magistratura), che ha contribuito in maniera decisiva alla impossibilità di presentare la lista. Si rileva, inoltre, che a Milano, dopo una formale accettazione, si è dato vita con risibili formalismi all'accoglimento di un ricorso pretestuoso dei radicali, che sembrano essersi assunti, a Roma come a Milano, il ruolo di agenti provocatori".




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