Regionali, la Corte d'Appello non ammette lista Formigoni

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Nel conteggio finale sono risultate valide solo 3421 firme, sotto la soglia delle 3500 necessarie. Caos anche nel Lazio dopo l'esclusione del Pdl. Quirinale: competenza dei giudici

La lista "Per la Lombardia" di Roberto Formigoni non è stata ammessa alle elezioni regionali per invalidità di 514 firme. Lo ha deciso la Corte di Appello di Milano, accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella.
Erano state presentate 3935 firme a sostegno della lista di cui Roberto Formigoni è capolista. La Corte d'Appello ne ha trovate 514 irregolari. Nel conteggio finale, quindi sono risultate valide solo 3421 firme, sotto la soglia delle 3500 necessarie. In particolare le irregolarità riguardano la "mancanza di timbri sui moduli", mancanza di data dell'autenticazione e "mancanza del luogo dell'autenticazione.

"Sono il candidato presidente per la Regione Lombardia, oltre ad essere presidente in carica: sono
un candidato perfettamente regolare alle elezioni per la presidenza della Regione Lombardia", ha detto il governatore lombardo, Roberto Formigoni, iniziando una conferenza stampa sulla situazione del fiume Lambro. 

I Radicali hanno presentato ricorso anche contro la lista "Penati presidente".
Per quanto riguarda le irregolarità denunciate per la"'Lista Penati", riferisce la Corte d'Appello "anche a volerle ritenere effettive e considerare rilevanti, non sarebbero comunque determinanti ai fini dell'esclusione, in quanto inidonee ad abbassare il numero delle sottoscrizioni già ritenute valide dall'ufficio (3795) al di sotto della soglia minima di legge (3500)".


Ed è caos anche a Roma, dopo l'esclusione della lista del Pdl dalle prossime Regionali, a causa dei documenti presentati fuori tempo massimo. "La verifica del rispetto delle condizioni e procedure previste dalla legge" per la competizione elettorale sia nel Lazio che altrove "spetta solo alle competenti sedi giudiziarie". E' quanto ha comunicato il Quirinale. La candidata presidente del Pdl, Renata Polverini, aveva fatto appello al capo dello Stato dopo l'esclusione nella provincia di Roma della sua lista per le regionali.

Intanto è guerra di querele tra il partito di maggioranza e i Radicali. Il Pdl ha fatto ricorso alla Corte d'appello e ha denunciato alcuni Radicali e i membri dell'Ufficio elettorale per "violenza privata".

Alcuni esponenti del partito della Bonino, da parte loro, hanno presentato una querela contro la candidata del Centrodestra per diffamazione a causa delle parole pronunciate ieri in Piazza del Popolo. In particolare è stata la definizione di "squadrista e violenta" che avrebbe, per i querelanti, pronunciato la Polverini, dato il via all'azione legale.

Intanto il caso delle liste irregolari non si ferma a Lazio e Lombardia. Il tribunale di Brescia non ha ammesso le liste dei Radicali e dei Verdi. La decisione è stata resa nota oggi. La lista dei radicali è sostenuta da un numero di firme inferiore a quelle previste dalla legge, quella dei Verdi è stata invece presentata fuori tempo massimo.


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