Caso Mills, Berlusconi soddisfatto a metà

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Nessun commento ufficiale da parte del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sulla sentenza, ma trapela un soddisfazione a metà per il verdetto della Cassazione. La maggioranza intanto esulta, mentre per l'opposizione rimane la condanna morale

La Cassazione ha annullato per intervenuta prescrizione la condanna dell'avvocato britannico David Mills a quattro anni e mezzo per corruzione giudiziaria, inflittagli in primo e secondo grado a Milano per avere ricevuto del denaro per conto del premier Silvio Berlusconi per la sua testimonianza reticente in due processi.

Soddisfazione a metà per Silvio Berlusconi. Questo, almeno, quanto sarebbe trapelato dopo la sentenza emessa dalla Cassazione. Per il premier, in sostanza, il fatto che si sia dovuti arrivare in Cassazione e che la condanna di David Mills sia stata annullata solo per prescrizione dimostra che l'accusa si e' mossa unicamente sulla base di quella "persecuzione giudiziaria" più  volte denunciata, da anni, dallo stesso Cavaliere. L'ennesima dimostrazione, per Berlusconi, di un accanimento da parte di alcuni giudici politicizzati nei suoi confronti.

Non la pensa così Antonio Di Pietro.
"E' una vergogna! Il reato contestato a David Mills e al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato accertato ma, grazie ai soliti escamotage, in questo caso di allungare i tempi, la decisione e' stata presa dopo il tempo massimo" ha commentato il leader dell'Idv.
"Insomma - aggiunge - al danno si aggiunge la beffa: l'imputato Mills è stato, infatti, riconosciuto colpevole per il grave reato di corruzione in atti giudiziari, ma il reato e' prescritto. Inutile ribadire che se c'è un corrotto, e la sentenza della Cassazione lo ha confermato, c'è anche un corruttore".

"La sentenza della Cassazione non dice che la corruzione di Mills non c'è stata, ma solo che lo Stato non ha più interesse a perseguire quel reato perché prescritto" sostiene invece Anna Finocchiaro nel corso della registrazione di Porta a Porta. Il presidente dei senatori del Pd ha sottolineato che "le sezioni riunite della Cassazione sono intervenute per dirimere un problema giurisprudenziale che non riguarda soltanto Berlusconi ma moltissime sentenze dei tribunali italiani circa il momento dal quale passano i termini della prescrizione". In sintesi per Anna Finocchiaro "la Cassazione non è stata adita contro il tribunale di Milano per risolvere un conflitto giurisprudenziale ben più ampio".

Parla invece di provesso aribitrario Gasparri, anche lui ospite da Vespa. "La sentenza della Cassazione ha censurato un modo arbitrario di fare il processo da parte dei giudici milanesi che hanno tenuto in piedi tutto in modo arbitrario". Il presidente dei senatori del Pdl ha sottolineato che Silvio Berlusconi nega l'esistenza del fatto stesso della corruzione dell'avvocato inglese. "La realtà dei fatti emersa oggi - ha detto ancora Gasparri - è che quel processo a Mills si è protratto ben oltre il limite della prescrizione. E' evidente che la Cassazione ha detto oggi che i giudici milanesi hanno sbagliato".

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