Corruzione, Montezemolo: "Sono mancate riforme adeguate"

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Il presidente della Fiat: "La colpa della politica è quella di non aver introdotto norme per far funzionare la macchina dello Stato". L'ex ministro Pisanu: "Peggio di Tangentopoli". Napolitano risponde così a una domanda sul tema: "Chiedete ad altri"

Le responsabilità della corruzione e del malaffare non sono certo tutte della politica ma questa, tuttavia, ha una "precisa responsabilità": "quella di non aver introdotto riforme adeguate per far funzionare bene la macchina dello Stato". E' questa la denuncia che giunge da Luca Cordero di Montezemolo, presidente dell'Università Luiss e della Fiat, in occasione della inaugurazione, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, della Luiss School of Government.

"Dove lo Stato non funziona - ha detto Montezemolo - si afferma  inevitabilmente quella società fai da te dove ognuno si sente autorizzato ad arrangiarsi come meglio può e dunque anche attraverso il ricorso alla corruttela". E, in questo contesto, "la politica talvolta -ha sottolineato Montezemolo - sembra approfittare di questo vuoto dello Stato occupando ogni spazio di mediazione tra i cittadini senza dare in cambio istituzioni efficienti. Il compito di una politica alta e responsabile non può che tornare ad essere quello delle riforme, del profondo senso dello Stato e del suo buon funzionamento, della ricostruzione di un tessuto civile dove il malaffare sia l'eccezione e non la regola della mediazione".

E in un'intervista al Corriere della Sera l'ex ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, ora presidente dell'Antimafia, ha detto: " L'Italia rischia di piegarsi sotto il peso dell'illegalità. Si ponga subito mano alle proposte anticorruzione di Berlusconi ".

Ha preferito non aggiungere nessun commento invece il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presente anche lui all'inaugurazione della Luiss. Alla domanda "cosa ne pensa della corruzione?", il capo dello Stato si è limitato a dire: "Chiedete ad altri".

Stessa risposta, più o meno, data anche dal presidente di Confindustria Emma Marcegaglia: "Non sta a me dirlo, ma siamo a favore di controlli e regole chiare". La leader degli industriali ha ricordato che sulla corruzione Confindustria "ha già preso un impegno molto importante contro la criminalità organizzata". "Siamo d'accordo - ha proseguito - che si vada nella direzione di regole più restrittive, non solo sull'inasprimento delle pene ma anche con maggiori controlli sugli appalti e sugli enti locali. E' molto importante - ha concluso - che vengano rimessi in piedi una serie di controlli sugli appalti e sulle iniziative degli enti locali".

GLI INTERVENTI DEL PRESIDENTE NAPOLITANO E DI EMMA MARCEGAGLIA



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