"Non è candidabile": esposto contro Formigoni

Uno dei manifesti elettorali di Roberto Formigoni, candidato per la quarta volta alla presidenza della regione Lombardia
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Per alcuni esponenti del Pd, la ricandidatura dell'attuale governatore lombardo violerebbe una legge del 2004. Una posizione non condivisa da diversi giuristi e che già da tempo sta facendo discutere il web. Formigoni: "un'iniziatva strumentale"

di Filippo Maria Battaglia

Un esposto di 21 pagine in cui si chiede a Roberto Formigoni, in corsa per il quarto mandato alla presidenza della Lombardia, di “considerare attentamente l’effetto della sua possibile ricandidatura obiettivamente a rischio di illegittimità in base alla legge 165 del 2004”.

È questo il tenore del ricorso che cinque esponenti del centrosinistra - tra cui Vittorio Angiolini, docente di diritto costituzionale alla Statale di Milano e avvocato di Beppino Englaro - hanno depositato alla Corte di Appello di Milano.
Secondo la loro interpretazione, la legge promulgata cinque anni fa prescrive il divieto (vincolante e immediatamente attuativo) di tre mandati consecutivi alla guida d una regione.
Uno stop che, se confermato riguarderebbe anche Vasco Errani che, appoggiato dal centrosinistra, punta al terzo mandato in Emilia Romagna.

Roberto Formigoni è già al quarto, ma nel primo dei tre è stato eletto dal consiglio regionale e non direttamente dai cittadini. Il divieto scatterebbe dunque per la prossima tornata elettorale. L'interpretazione non è  tuttavia condivisa da molti osservatori: il mandato del 2004 non sarebbe infatti da considerare in quanto già iniziato quando è stata promulgata la legge.
Formigoni è ovviamente della stessa opinione. Ai giornalisti che gli chiedevano di commentare l'esposto, ha parlato di "un'iniziativa strumentale, perché io mi trovo nelle stesse condizioni del presidente Pd Vasco Errani e allora il Pd, se fosse onesto, dovrebbe contestare anche la sua candidatura, cosa che non fa". "Ma oltre che disonesti - ha continuato il governatore lombardo - sono anche incompetenti, perché i più noti costituzionalisti riconoscono la perfetta legittimità della nostra azione" (ascolta la reazione di Formigoni).

La richiesta alla Corte d’Appello non è  piaciuta nemmeno a Filippo Penati, candidato del centrosinistra e principale avversario del governatore in carica: “Non sono stato preventivamente informato dell'esposto presentato. Per quanto mi riguarda non condivido il merito dell'iniziativa – ha detto l’ex presidente della provincia di Milano - Ho chiesto personalmente diversi pareri giuridici e, pur non avendo ottenuto un parere unanime, la stragrande maggioranza delle persone consultate si è espressa per la legittimità della candidatura di Roberto Formigoni”.

In effetti, la polemica non è inedita. Al contrario, da diverse settimane, è al centro di svariati dibattiti, quantomeno in rete e su Facebook. Già a metà gennaio, il blog Wittgenstein, curato del giornalista Luca Sofri, si era interrogato su quali effetti avrebbe avuto la legge promulgata nel 2004 sia nei confronti di Formigoni sia di Vasco Errani.
Il problema della presunta incompatibilità è stato poi ripreso dal costituzionalista Michele Ainis sul quotidiano La Stampa e dal presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida (guarda l'intervento su Youtube),

Dopo il tam tam della rete, arriva ora l'esposto dei cinque esponenti del Pd.
Adesso la parola spetterà alla Corte d’Appello: il 26 febbraio scade il termine di presentazione delle liste per le regionali. I giudici avranno 24 ore di tempo per verificarle.

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