Regionali: Bonino e Pannella minacciano il ritiro

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Ultimatum a firma dei due radicali: se si dovesse giungere al voto di marzo "nelle attuali condizioni di negate legalità e democrazia, la decisione del parteciparvi o no s'impone sin d'ora come gravissimo inevitabile problema di coscienza"

I radicali minacciano di ritirarsi dalla competizione elettorale delle Regionali ed è suspence. Ad aprire il caso è un comunicato a firma di Marco Pannella ed Emma Bonino diffuso nella tarda serata di sabato.
Nella nota si spiega che se si dovesse giungere al voto regionale di marzo "nelle attuali condizioni di negate legalità e democrazia - affermano i due leader del movimento - la decisione di parteciparvi o no si impone fin d'ora come un gravissimo, inevitabile problema di coscienza dinanzi all'inverarsi del sicuro rischio di incorrere nel reato di complicità con opere di un regime che negano radicalmente diritti umani, costituzionali, internazionali, individuali e collettivi".

Una dichiarazione a cui avrebbe dovuto far seguito un annuncio su Radio Radicale, dopo la lettura di un documento: annuncio di cui però non c'è traccia. Nè la diretta interessata, Emma Bonino, candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, è stata di maggiore aiuto per capire cosa significhi davvero questa presa di posizione: "rileggetevi il documento" è quanto spiega rientrando nel salone delle Fontane dell'Eur dopo aver fumato una sigaretta.

Il nocciolo della questione potrebbe essere quello degli accessi alle trasmissioni televisive. Da tempo i radicali denunciano, tra l'altro, comportamenti scorretti da parte dei media tv in occasione delle campagne elettorali. Comportamenti che non garantirebbero- sostengono - una corretta par condicio.

Bonino ha partecipato ad una cena elettorale, circa mille persone sedute ai tavoli che solo pochi minuti prima hanno ascoltato dalla sua voce un'ampia disquisizione, centrata in particolare sui temi della legalita: "In questo momento - ha detto ai suoi sostenitori dal palco - viviamo nel paese una situazione di degrado, di arroganza e di volgarità diffuse dove non mancano elementi di squallore. Non ci sono condizioni decenti per la correttezza delle procedure elettorali - ha affermato - oggi il vostro segretario - ha detto ad una platea in buona parte di esponenti Pd-, che è molto più pacato di me, ha detto bene, in relazione a Venezia che se Brunetta ha diritto a 1.600 minuti e Orsani solo a 3 la partita è truccata, anzi non c'è partita. Abbiamo visto in Sardegna come è andata con la calata in campo del presidente del Consiglio. Questo non possiamo escluderlo ma non possiamo accettarlo. Io ce la metterò tutta - ha aggiunto - ma o ci sarà legalità,o nonostante i nostri sforzi saremo sconfitti dall'illegalità". Più in generale Bonino ha parlato di "momento drammatico il paese perché le istituzioni vivono una fragilita' mai vista e sono svuotati i contropoteri". E al riguardo ha sottolineato:
"Non si ripeta una campagna elettorale, come quelle degli ultimi anni in cui Berlusconi si presenta senza contraddittorio in tv promettendo di abbassare qualche tassa, quando poi le ha alzate tutte". E' quindi tornata sulla querelle con Matrix: "E' impensabile essere invitati e poi, mezz'ora prima, ti si dice di non venire più. In questo modo finiremo tagliati fuori dal parlare a quella parte di paese perbene a cui ci vogliamo rivolgere. Se questo è il paradigma - ha concluso - allora ci aspetta un finale di campagna drammatico".

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