Fabrizio D'Addario: "Votatemi, non confondetemi"

Il primo dei manifesti elettorali del candidato Fabrizio D'Addario
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La provocazione di un candidato del Pdl alle regionali in Puglia. Alle comunali del 2009 era in corsa così come l’omonima Patrizia, ora sfrutta il suo cognome per fare campagna elettorale. Il messaggio è chiaro: non sono una escort ma mi candido lo stesso

di Serenella Mattera

Gambe accavallate, lunghe e affusolate. Un corpo nudo di donna, con indosso solo tacchi a spillo rossi. E accanto la scritta: “Non sono una escort, ma mi candido lo stesso”. È il manifesto elettorale che campeggia da ieri mattina sulle strade di Puglia. Nessun nome, nessun simbolo di partito. Solo uno slogan che fa immediatamente pensare alla escort barese più famosa d’Italia, Patrizia D’Addario. Una provocazione della sinistra? L’iniziativa polemica di una donna? Il mistero è durato 24 ore, fino a che stamattina alcuni giornali locali hanno rivelato l’autore: uomo, professore universitario, candidato del centrodestra. Si chiama Fabrizio D’Addario e l’omonimia con la escort che ha raccontato le sue notti a palazzo Grazioli, gli ha procurato negli ultimi mesi sfottò e domande del tipo: «è tua sorella?». Perciò adesso che ha deciso di candidarsi alla Regione, ha deciso di giocare la campagna elettorale proprio su quel cognome. Il prossimo messaggio sarà: “Votatemi, non confondetemi”.

«È una provocazione – spiega D’Addario a Sky.it – Ho deciso di fare una campagna elettorale diversa, di usare quell’ironia che oggi spesso manca. Il messaggio è che siamo stanchi degli scandali: vogliamo una politica fatta col cervello». Docente di economia aziendale all’università del Salento, D’Addario, 43 anni, è diventato consigliere comunale a Bari nel 2009. Primo degli eletti in una lista civica a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Simone Di Cagno Abbrescia. Lo stesso candidato che l’omonima, ma non parente, Patrizia D’Addario, appoggiava dalle fila di una lista concorrente (“La Puglia prima di tutto”), racimolando solo una manciata di voti. Ma se allora il confronto non è stato un problema, dopo che la escort è diventata personaggio noto in tutta Italia, inevitabile per il professore misurarsi con la sua fama. «A Bari mi conoscono, ma nel resto della Puglia no – dice – E quando ho deciso di candidarmi in una lista che fa capo a Rocco Palese, ho voluto evitare che qualcuno strumentalizzasse l’omonimia o che gli elettori potessero confondersi».

Lo slogan “Non sono una escort, ma mi candido lo stesso”, è nato da un’idea dell’avvocato e intellettuale Enzo Varricchio, realizzata dall’agenzia Mirizzi & Brunetti. «Abbiamo voluto stuzzicare la curiosità. In modo che la gente si chiedesse chi fossi. Domani – anticipa D’Addario – verranno affissi i nuovi manifesti, con la scritta: “Votatemi, non confondetemi”». Questa volta compaiono nome e foto del candidato, ma anche, a ricordare i precedenti, una gamba di donna.

Due rischi, in una campagna del genere: che i colleghi del centrodestra o le donne si offendano. Ma il professore assicura: «Nessuna offesa. I manifesti sono stati accolti in maniera positiva. Del resto, abbiamo usato l’ironia per dire che questo mercimonio non deve sporcare l’immagine delle donne. La politica va fatta con il cervello e certamente le donne hanno la capacità, le doti, la lungimiranza per ricoprire i più alti incarichi nel luogo pubblico».

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