Fini: continuerò a difendere la centralità del Parlamento

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Il presidente della Camera Gianfranco Fini coglie l'occasione del premio "Politico dell'anno" assegnatogli dal Riformista per intervenire a difesa del ruolo del Parlamento. E aggiunge: bene Maroni contro rastrellamenti

"Grazie per questo premio che è la seconda volta che ricevo, ma non ho meriti particolari. Ho tentato di fare solo quello che era il mio preciso dovere quando sono stato eletto presidente della Camera". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando durante la cerimonia in cui è stato premiato come 'Uomo politico dell'anno' dal "Riformista".

Per Fini dovere di chi "presiede un'Aula parlamentare è quello di dismettere l'abito di parte che fino ad un minuto prima aveva indossato. Sono stato eletto con il compito di far rispettare i doveri e diritti dei
parlamentari e se faccio cose non gradite alla maggioranza che mi ha eletto ciò va messo nel conto perché è inevitabile che questo accada". Poi il presidente della Camera ha detto di farsi forte "dei precedenti presidenti che hanno sempre garantito e ci sarebbe quindi da preoccuparsi se non avessi
fatto il mio dovere". Per Fini il primo dovere del presidente dell'assemblea parlamentare è quello di "essere imparziale ma ciò non vuol dire che non posso esprimere le mie valutazioni".

Il presidente della Camera parla anche della bufera politica dopo i fatti di via Padova a Milano
"I rastrellamenti sono becera propaganda". Fini ha anche detto di aver apprezzato l'intervista del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, definendola "di grande equilibrio". Per il presidente di Montecitorio questa "è la riprova che in alcune circostanze alcune proposte o piccole provocazioni culturali che ho inserito nel dibattito politico a lungo andare hanno determinato se non dei frutti almeno delle consapevolezze diffuse". Insomma, ha concluso Fini, "mettere il sale nella minestra all'inizio può essere indigesto ma poi piace".

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