Donna, 45 anni, avvocato: l’identikit del candidato del Pdl

Silvio Berlusconi insieme alle candidate del Pdl alla presidenza delle regioni
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Anna Maria Bernini, Monica Faenzi e Fiammetta Modena, sono le tre candidate del centrodestra che corrono rispettivamente per la presidenza dell’Emilia Romagna, della Toscana e dell’Umbria. Ma le somiglianze nel tris femminile finiscono qui

di Filippo Maria Battaglia

Il sesso, l’età e la professione: a legare tre delle quattro candidate del Pdl a governatore nelle prossime elezioni regionali non c’è solo la militanza politica.
Sulla carta d’identità di Anna Maria Bernini, Monica Faenzi e Fiammetta Modena, candidate del centrodestra rispettivamente alla guida dell’Emilia Romagna, della Toscana e dell’Umbria, infatti, ci sono un unico anno di nascita (il 1965) e un'unica professione (avvocato).

Saranno loro “le tre pantere rosa”, come qualcuno le ha definite, che tenteranno di conquistare tre regioni storicamente governate dal centrosinistra.
Ma le somiglianze nel tris femminile, presentato martedi 16 febbraio da Silvio Berlusconi nella sede storica di Forza Italia, a Roma, insieme a Renata Polverini (che corre invece nel Lazio) si fermano qui.
Il cursus honorum delle candidate è infatti molto diverso tra loro. Fiammetta Modena è una civilista di Perugia con un passato anche nella carta stampata (è giornalista professionista). Ex craxiana, dal 1995 ad oggi è stata sempre eletta consigliere regionale nelle lista di Forza Italia. Il suo profilo web è molto sobrio: dalla sua pagina di Facebook, che ha poco più di 1300 iscritti si scopre solo che il suo slogan è “semplicemente Umbria”. Nessuna informazione sulla sua vita privata né tantomeno sui suoi hobby, ma solo la convinzione che "per la prima volta l'Umbria può cambiare".  "Ho deciso di candidarmi - si apprende da uno dei suoi spot - perchè questo è il sogno della mia vita". I moderati umbri sono piuttosto ottimisti: i segnali positivi si scorgono nei risultati delle ultime elezioni europee, una data storica per il centrodestra, che si è affermato come primo partito, staccando di cinquantamila voti il Pd.

La più titolata, quantomeno a livello politico, è invece Anna Maria Bernini. Viceportavoce nazionale del Popolo della Libertà, è figlia del giurista Giorgio, ministro del commercio con l’estero nel primo governo Berlusconi.
La Bernini insegna diritto pubblico comparato nell’ateneo bolognese ed è specializzata in modelli extragiudiziali di composizione delle controversie: di recente, è finita agli onori delle cronache per avere assistito Nicoletta Mantovani, la vedova di Luciano Pavarotti nelle intricate vicende ereditarie che l’hanno vista contrapposta alle figlie di primo letto. Ha un blog, un canale su Youtube ed è alla sua prima esperienza da parlamentare: nelle ultime elezioni politiche è stata eletta nell’XI circoscrizione alla Camera dei deputati. La Bernini, nell'aprile scorso, è stata tra le promotrici di un'iniziativa del Pdl, che prevedeva di ospitare nelle case di alcuni parlamentari i terremotati aquilani.

Il suo scranno a Montecitorio è vicino a quello della toscana Monica Faenzi, sindaco di Castiglion della Pescaia, con un trascorso agonistico alle spalle (è stata una giocatrice di pallavolo nelle nazionali giovanili) e una passione per Giambattista Vico .
Anche lei, qualche tempo fa, è finita alla ribalta dei quotidiani nazionali, definendo l’allora premier Romano Prodi un “maleducato”: l'ex leader del centrosinistra aveva deciso di trascorrere le vacanze nel suo paese, ma non aveva marcato visita al primo cittadino. Per la Faenzi, un grosso errore: il presidente del consiglio aveva così contravvenuto “alle regole della buona educazione e della cortesia istituzionale”.
Anche per questo, la futura deputata del Pdl era stata ribattezzata il “sindaco di ferro”, e chissà se quella determinazione sarà premiata da una regione che non è mai stata governata da politici di centrodestra.

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