Protezione civile, Lorenzo Cesa: "Non serve una Spa"

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Il segretario dell'Udc, ospite della rubrica "Un caffè con" di SKY TG24, ha parlato dell'affaire Bertolaso, dell'uscita di Paola Binetti dal Pd e delle dichiarazioni leghiste sui "rastrellamenti casa per casa" per combattere l'immigrazione clandestina

Ai microfoni di SKY TG24 Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc, ha parlato, in primo luogo, dell'affaire Bertolaso, affermando, in nome del garantismo, che "non si può chiedere la testa di un servitore dello Stato". Sostenendo che si debba lasciare all'interessato la decisione "se autosospendersi per il bene della Protezione Civile", Cesa ha poi detto che per lo stesso bene dell'organismo "non serve una Spa: c'è una Protezione Civile che funziona, non serve creare dei carrozzoni". Il segretario dell'Udc ha poi commentato l'uscita della senatrice Paola Binetti dal Pd, rilevando che tra i democratici "non c'è più spazio per i
cattolici che pensano alla tutela della vita". Toccato, infine, il problema dell'immigrazione dopo le ultime dichiarazioni leghiste sui "rastrellamenti casa per casa". "Non è che si risolve con gli slogan il problema dell'integrazione - così ha affermato Cesa -. Qualcuno ha parlato di rastrellamenti; altri di ronde; altri hanno accusato la sinistra e anche la sinistra ha replicato, attaccando Berlusconi. Basta: bisogna uscire dagli slogan".

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