Mafia, il Cdm approva il decreto salva sentenze

Il Guardiasigilli Angelino Alfano
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Dopo la sentenza della Cassazione, che rischiava di far saltare centinaia di processi per mafia, il governo interviene per salvare i procedimenti in corso

Il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il decreto legge messo a punto dal Guardasigilli Angelino Alfano per evitare scarcerazioni di boss mafiosi dopo la sentenza con cui la Cassazione ha dichiarato la competenza delle Corti d'Assise, e non più dei tribunali, a giudicare su reati aggravati contestati a presunti capimafia. Secondo quanto si è appreso, in Cdm è stato espresso, soprattutto dal sottosegretario Gianni Letta, apprezzamento per la soluzione individuata dal ministro Alfano.

Il decreto arriva per ovviare agli effetti "indesiderati" dell'inasprimento delle pene previsto dalla legge "ex Cirielli" e, più specificamente, allo spostamento in Corte di Assise di numerosi processi di criminalità organizzata - con il rischio di centinaia di scarcerazioni in tutta Italia per decorrenza dei termini di custodia cautelare, dato che i processi sarebbero da rifare. E' stata la Cassazione in una recente sentenza a precisare che dal dicembre 2005, data di entrata in vigore della legge ex Cirielli, determinati reati di mafia aggravati dall'associazione armata o dal reimpiego di profitti derivanti da illeciti "sono diventati di competenza della Corte di Assise".

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