Regionali Lombardia, Bossi: "Casini non conta niente"

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Partecipando all’inaugurazione dei cantieri della Pedemontana, il ministro per le Riforme ha detto che “la gente se la ride dell’Udc”, rispondendo alle critiche lanciate dal leader dei centristi contro l’asse di potere Lega-Cl. Toccato anche il tema Fiat

Non usa mezzi termini, come al solito, il senatùr, che, partecipando a Cassano Magnasco all’inaugurazione dei cantieri della Pedemontana, non ha risparmiato attacchi tanto all’Udc quanto ai vertici del Lingotto. Dopo le affermazioni molto forti di Casini, che, il 5 febbraio, aveva auspicato “una Lombardia meno cementificata nel potere tra Comunione e Liberazione e la Lega e che sia più libera", Umberto Bossi ha seccamente replicato: "Casini non conta niente: questa è la verità. Tutti i giorni Casini se ne inventa una, ma la gente se la ride dell'Udc. Il suo partito qui non ha spazio. Ne parleremo comunque dopo le elezioni”. E alle dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo sui non finanziamenti statali all’azienda automobilistica, il ministro per le Riforme per il Federalismo si è allineato sulla posizione di Scajola: “La Fiat per tanto tempo ha vissuto con gli aiuti dello Stato”. La connessa situazione degli operai di Termini Imerese e di altri stabilimenti del Lingotto è stata affrontata dal leader del Carroccio con una soluzione inattesa: “E' una domanda che bisognerebbe fare a Cota, che se vincerà le elezioni regionali avrà un problema: quello di non permettere che Torino si isoli. Il problema di Torino, infatti, è che deve agganciarsi alla Lombardia e alla sua economia e, dall'altra parte, alla Francia senza rimanere chiuso dalle montagne”.

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