Nucleare, braccio di ferro tra Governo e regioni

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Il ritorno del nucleare divide governo e regioni. La decisione dell'esecutivo di impugnare davanti alla Consulta le leggi regionali che fissano il divieto di costruire le centrali ha scatenato reazione di alcuni governatori che promettono battaglia

A guidare il fronte degli antinuclearisti è  Nichi Vendola, seguono il campano Antonio Bassolino e il lucano Vito De Filippo. "Saremo la regione più disobbediente", avverte Vendola. "Siamo fiduciosi che la Corte tenga nel dovuto conto i fondamenti giuridici contenuti nella norma", gli fa eco Bassolino. Ma a salire sulle barricate non sono solo i governatori del centrosinistra: il ministro Luca Zaia, candidato leghista per la presidenza del Veneto fa la voce grossa: "Il Veneto la sua parte l'ha già fatta con il rigassificatore al largo delle coste e con la  riconversione al carbone di Porto Tolle. Da quel che ci dicono i tecnici il nostro bilancio è positivo. Se proprio il governo dovesse insistere nella richiesta - aggiunge Zaia - prima dovremmo vedere con dati inoppugnabili che non ci sono alternative in tutte le Regioni" e "anche allora - ribadisce - manterrei le mie più totali perplessità". Ma il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola non vuol sentire ragioni: "Le tre leggi regionali intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato e non riconoscono l'esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell'ambiente e della sicurezza interna". Il braccio di ferro sembra solo all'inizio.

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