Alfano: la riforma della giustizia è un dovere non una resa

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Il ministro della giustizia all'inaugurazione dell'anno giudiziario a L'Aquila: "Quando le critiche sono cieche e non si associano ad alcun riconoscimento, allora sono meno credibili". Poi una piccola gaffe del ministro

Mentre i magistrati dell'Aquila restano in aula ad ascoltare il discorso del Guardasigilli senza prendere parte alle proteste indette dall'Anm negli altri distretti di Corte d'Appello, Alfano ringrazia Canzio per le parole di apprezzamento avute su alcune iniziative del governo quali la digitalizzazione della giustizia e la posta certificata. "Quando le obiezioni si sposano a riconoscimenti allora appaiono credibili, quando invece sono cieche e non si associano ad alcun riconoscimento - sottolinea Alfano - allora lo sono meno". Il ministro ha assicurato che "il governo terra' conto di quanto obiettato" da Canzio. A questo punto dalla platea dell'auditorium si e' levato un applauso. Nel corso del suo intervento Alfano ha ribadito quanto già affermato ieri in Cassazione, in particolare sui rapporti tra politica e magistratura: "Alcuni magistrati si sono mostrati poco rispettosi del Parlamento" con polemiche e critiche. "Ribadisco anche ora il rispetto dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura. Il recinto della giurisdizione e' sacro e inviolabile. I giudici sono soggetti solo alla legge ma - ribadisce il Guardasigilli - la legge la fa il Parlamento che agisce nell'interesse dello stesso popolo italiano in nome del quale viene amministrata la giustizia".

Poi la gaffe del Ministro. Concluso il suo intervento, il  Guardasigilli ha detto al microfono con  tono solenne: "dichiaro aperto l'anno giudiziario!". Neanche il tempo  di scendere dal palco, che il Presidente della Corte d'Appello de  l'Aquila Giovanni Canzio lo 'corregge', seppure in modo benevolo,  dichiarando a sua volta al microfono: "fino a quando non vi sarà una  riforma in tal senso, l'apertura dell'anno giudiziario la dichiara il  presidente della Corte...".

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