Anno giudiziario, Alfano: riforme senza indugi

L'apertura dell'anno giudiziario alla Corte di Cassazione - Foto LaPresse
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Nel corso della sua relazione in Cassazione il Guardasigilli ha ricordato ai giudici che sono soggetti alle leggi stabilite dal potere legislativo. Ribadita inoltre l'intenzione di attuare le riforme

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"Riformare la giustizia serve all'Italia intera e serve farlo adesso senza indugi e senza tentennamenti" ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, concludendo il suo discorso in Cassazione in occasione dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario, sottolineando che "il Paese non merita questa resa" e che il governo non intende "acquietarsi alla logica della conservazione". Il ministro ha dunque sottolineato la necessità, tra l'altro, di procedere alla separazione tra pm e giudici.

In precedenza Angelino Alfano ha invitato, pur riconoscendone l'autonomia, i magistrati a non interferire con l'attività parlamentare. "Intendo ribadire il nostro rispetto per l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati: un recinto, quello della giurisdizione, che riteniamo sacro" ha detto nel suo discorso il ministro Alfano, ricordando però "come i giudici siano soggetti soltanto alla legge ma la legge la fa il Parlamento, libero, democratico, sovrano, espressione del popolo italiano. Quello stesso popolo italiano in nome del quale i giudici pronunciano le loro sentenze".

Il guardiasigilli ha inoltre dichiarato la ferma intenzione del governo di attuare le riforme in materia di giustizia, Non ci siamo rassegnati" e "abbiamo in mente un progetto chiaro per vincere la lentezza" della giustizia italiana ha detto il ministro nel corso del suo discorso. Il Guardasigilli ha ammesso che si tratta "di un percorso irto di ostacoli che non prevede che da un giorno all'altro come d'incanto tutto si risolva. La bacchetta magica - ha sottolineato - appartiene al mondo delle fiabe".

Alfano aveva cominciato la sua relazione in Casszione con un ringraziamento al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "garante dell'unità nazionale" di cui ha sottolineato "la saggezza che, anche nello scorso anno ed in tempi recenti ha avuto modo di trasmetterci, pronunciando, in materia di giustizia, parole sempre decisive per il mantenimento dei necessari equilibri istituzionali".

Alle parole del Guardiasigilli risponde l'Associazione Nazionale Magistrati per bocca del suo presidente Luca Palamara: "La magistratura non è in conflitto con nessuno; noi non vogliamo lo scontro, diciamo basta ad un clima di aggressioni nei nostri confronti e chiediamo riforme nell'interesse di tutti, per l'efficienza del sistema". Palamara ha ribadito le ragioni per le quali i magistrati domani attueranno una manifestazione di protesta durante le cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario nelle corti d'appello. "Sarà un gesto simbolico", spiega Palamara, per manifestare il "forte disagio dei magistrati. Il leader del sindacato delle toghe ribadisce la richiesta che gli interventi che servono all'efficienza della giustizia siano "separati da riforme che riguardano vicende singole, personali e che non hanno nulla a che fare con il miglioramento del servizio".

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