L'Anm al premier: "Basta insulti e aggressioni"

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In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, l'Associazione nazionale magistrati manifesterà il proprio dissenso disertando l'aula: "Chiediamo vere riforme al posto di quelle distruttive". Il ministro Alfano: "Inaugurano la campagna elettorale"

"Basta insulti e aggressioni". Chiama in causa direttamente il presidente del Consiglio il documento che sarà letto dai rappresentanti dell'Associazione nazionale magistrati nelle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario di sabato prossimo. Un testo in cui le toghe si dicono certe che "la dignità della magistratura verrà tutelata dal garante degli equilibri costituzionali", cioè dal capo dello Stato. I magistrati hanno inoltre deicso di protestare lasciando l'aula durante la cerimonia al momento dell'intervento del rappresentante del Ministero.

Il documento dell'Anm punta l'indice contro più riforme del governo e della maggioranza a cominciare da quella sul processo breve: già con la Legge ex Cirielli - scrivono le toghe - "il numero di processi che si chiudono con la prescrizione è balzato alla impressionante cifra di 170.000 l'anno"; ma questi aumenteranno  "in maniera esponenziale" se dovesse diventare il ddl sul processo breve "che ridurrà il processo penale ad una tragica farsa e determinerà un rischioso disordine organizzativo con effetti pregiudizievoli sulla tutela dei diritti dei cittadini anche nel settore civile".

"Rispettiamo l'autonomia del Parlamento - afferma l'Anm- ma è nostro dovere segnalare alla politica gli effetti e le ricadute che singoli provvedimenti legislativi possono avere sul sistema. Sentiamo pertanto il dovere di dire che se dovessero essere approvate anche la riforma delle intercettazioni e la riforma del processo penale proposte dal Governo e in discussione in parlamento, non sarebbe in nessun modo possibile assicurare giustizia in questo Paese". In alternativa a quelle "distruttive" l'Anm chiede che si facciano le "vere riforme" , quelle che cioè servono a rendere più celeri i giudizi. Le toghe sollecitano la revisione delle circoscrizioni giudiziarie; la riforma delle procedure nel civile e nel penale, per togliere alla parte "che ha interesse al prolungamento del processo la possibilità di abusare dei diritti per sottrarsi alle proprie responsabilità, l'informatizzazione dei processi, la depenalizzazione dei reati minori e la introduzione di pene alternative al carcere. Oltre a chiudere  investimenti sul personale amministrativo, sulla riqualificazione, sull'innovazione informatica; risorse e mezzi "adeguati alla gravità della situazione".

La reazione del Ministro - "L'Anm piuttosto che inaugurare l'anno giudiziario ha deciso di inaugurare la campagna elettorale in vista delle elezioni per il Csm che si terranno in primavera" ed "ha scelto di macchiare una giornata che è per i cittadini e per il loro diritto di avere giustizia". Lo afferma il Guardasigilli Angelino Alfano che aggiunge: "sono il ministro della Giustizia, servo il mio paese e ho giurato sulla Costituzione. A differenza di coloro che seguiranno le improvvide indicazioni dell'Anm, parteciperò all'inaugurazione dell'anno giudiziario presso la Suprema Corte di Cassazione alla presenza del Presidente della Repubblica". Allo stesso modo, continua il Guardasigilli, "andrò l'indomani presso la Corte d'Appello de L'Aquila, laddove il servizio giustizia ha ricominciato a funzionare brillantemente dopo il terremoto, grazie all'impegno delle istituzioni e di tanti servitori dello Stato".

Il commento dell'Idv - "Una protesta giusta contro leggi vergogna. Alfano ha dimostrato in mille occasioni di non essere il ministro della Giustizia, ma il commissario anti-magistratura di Berlusconi". Così invece il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi sulla decisione dell'Anm di abbandonare la sala durante l'intervento del ministro Alfano alla prossima inaugurazione dell'anno giudiziario.

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