Sven(d)ola a D’Alema: Twitter ironizza sul leader Pd

Massimo D'Alema e Nichi Vendola durante una manifestazione
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Facebook, blog ma anche sul social network del Partito democratico Massimo D’Alema viene sbeffeggiato. E c’è chi, tra il serio e il faceto, lancia l’idea di un No D’Alema day. Mentre per Vendola il web spende solo complimenti...

di Serenella Mattera

“Vendola Boccia D’Alema”. Su Facebook, Twitter e anche su Pd Network, il social network del Partito democratico. Il giorno dopo, è questa la battuta più gettonata. Come in un dopopartita, i supporter del candidato vincente (leggi l'articolo con i commenti su Facebook in favore di Nichi Vendola) sbeffeggiano gli avversari perdenti. Ma nella sfida delle primarie in Puglia il bersaglio non è tanto l’economista Francesco Boccia, che ha incassato una sonora sconfitta dal presidente uscente Vendola, quanto l’ex ministro degli Esteri Massimo D’Alema, che nel tacco d’Italia ha il suo “feudo” politico e si è speso personalmente per il giovane Boccia.
D’Alema è sceso in Puglia a esercitare “la sua nefasta influenza” sul suo candidato, “come Caino” sul fratello minore Abele, scriveva Beppe Grillo sul suo blog alla vigilia delle primarie. E ToobyTweet oggi registra: «A Gallipoli, “casa” di D’Alema, Boccia ha preso 204 voti, Vendola 684. È il “bacio della morte”». Ma i messaggini in 140 caratteri di Twitter si prestano più agli sfottò e all’ironia, che all’analisi dei dati. E così skyisthelimit sintetizza: «Sven(d)ola a D’Alema»; Insopportabile scherza: «Dopo il flop Puglia D’Alema dichiara: “Hanno lavorato contro di me”. Qualcuno almeno lavora». 
E mentre su Facebook debutta il gruppo “Un tapiro a Massimo D’Alema per le primarie in Puglia”, più seri, ma comunque severi, sono i messaggi che si possono leggere sulle pagine del sito del Pd. «Sono molto contenta per Vendola! E per D’Alema il messaggio è chiaro – scrive jasmin66 - basta imporre candidati dall’alto». «Questa volta D’Alema saprà trarne le conseguenze?», domanda Enpassant, con una invocazione a fare un passo indietro, che su Internet in molti rilanciano, con modi a volte ruvidi come quelli di Homunculus1510: «D’Alema, te ne devi anna’!».

Così, alla vigilia della nomina dell’ex ministro degli Esteri alla presidenza del Copasir, riprendono quota i gruppi ostili al leader democratico che affollano Facebook: da “D’Alema ti odio!” a “Mandiamo in pensione Massimo D’Alema”, da “D’Alema nello spazio” a “quelli che avrebbero voluto gridare: dì qualcosa di sinistra!”. E poi i pugliesi: “D’Alema giù le mani da Nichi Vendola” e “D’Alema…vattene da Bari!!!”. Tanti, tantissimi. La netta maggioranza dei più di 500 gruppi dedicati al leader democratico. Tanto più che, all’indomani delle primarie pugliesi, anche le pagine dei sostenitori vedono invadere le loro bacheche da messaggi ostili e di scherno (“sei vecchio”, “a casa”).

Intanto, prende quota il “No-D Day”, il “No D’Alema day, contro gli inciuci, per un’opposizione intransigente”. Oltre 3000 iscritti a una manifestazione indetta per il 6 febbraio da Piero Ricca, il blogger finito in tribunale per aver gridato “buffone” a Berlusconi. In piazza contro il leader democratico perché, spiega Ricca, “cacciare Berlusconi, i suoi complici e i suoi servi è fondamentale. E tra i complici e i servi ci sono i suoi finti oppositori, a cominciare da Massimo D’Alema”.

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