A Milano una via a Bettino Craxi. E scoppia la polemica

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Di Pietro: "Si mistifica la realtà, Craxi era un latitante". Borrelli: scelta indecorosa e offensiva. Bondi: parole di Di Pietro volgari e senza precedenti. Cicchitto: il leader dell'Idv incivile. Ma la Lega dice no

Intitolare a Bettino Craxi una via o un piazza. E’ la proposta del sindaco di Milano Letizia Moratti che arriva alla vigilia del decimo anniversario dalla morte del leader socialista, avvenuta il 19 gennaio in Tunisia, ad Hammamet.
Un’idea quella del primo cittadino che ha già scatenato la polemica.

“Si mistifica la realtà. Craxi era un latitante” ha tuonato il leader dell’Idv Antonio DI Pietro.
"Trovo indecoroso, offensivo intitolare una via, una piazza o qualunque cosa ad un personaggio che è morto da latitante” ha dichiarato Francesco Saverio Borrelli, procuratore capo della repubblica negli anni di tangentopoli, a guida del cosiddetto pool di Mani Pulite, di cui facevano parte Antonio Di Pietro, Piercamillo Davigo e Gherardo Colombo.

Antonio Di Pietro, in particolare, non condivide quella che definisce "la riabilitazione" di Bettino Craxi: "Io credo che ci sia una distorsione della realtà attraverso tentativi di riabilitazione di una persona condannata per corruzione e illecito finanziamento ai partiti, responsabile di tanti debiti nelle casse dello Stato nella prima repubblica. Anche oggi continua a essere scambiato per una persona in esilio, in realtà era latitante". E ha aggiunto: "La differenza tra lui e il suo sodale e amico Berlusconi è che Craxi per sfuggire alla giustizia e' scappato, Berlusconi invece è andato in Parlamento per farsi le leggi che gli servivano per non farsi processare o per non fare risultare i reati che aveva commesso".
E sulla possibile partecipazione del presidente Napolitano ad un'iniziativa di commemorazione in Senato, annunciata solo dai giornali e non ancora confermata, Di Pietro ha affermato: "Mi auguro che il presidente della Repubblica, se parteciperà a un ricordo su Craxi, lo ricordi per quello che è stato: un politico, un presidente del consiglio, un corrotto, un condannato, un latitante. Altrimenti - conclude - non racconterebbe la verità nemmeno lui".

Immediate le reazioni del Pdl. Il coordinatore del Pdl e ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi definisce le parole di Di Pietro volgari e senza precedenti. "Non ci sono più parole ormai - aggiunge – per qualificare, stigmatizzare e polemizzare con un uomo che fa della provocazione, dell’insulto, della volgarità il suo programma politico".

Incivile, invece, è l’aggettivo che usa il presidente dei Deputati del Pdl Fabrizio Cicchitto. "Con i suoi insulti a Craxi, estesi a Berlusconi, e con le sue minacce ed intimidazioni al presidente della Repubblica Napolitano, Di Pietro conferma che purtroppo esiste nel nostro sistema politico e mediatico un grumo di inciviltà, di odio, di rozzezza del quale l'ex Pm ed il suo partito sono la punta dell'iceberg. Di Pietro è il portavoce di un network che ha capacità di fuoco che non può essere sottovalutata".

Non tutta la maggioranza, però, è disposta ad appoggiare la proposta del sindaco Moratti. Il capogruppo della Lega a Palazzo Marino Matteo Salvini si dice infatti pronto a votare contro. "Milano ha almeno 100 nomi di personaggi illustri, che non sono passati per San Vittore o nei dintorni, che hanno veramente dato lustro alla città e che meritano venga loro dedicata una via, una piazza o un giardino". E proprio al sindaco Moratti, Salvini consiglia "di lasciar perdere, di dedicarsi ad altro di più importante. Senza alcun livore nei confronti di Craxi - sottolinea - se la proposta dovesse essere presentata in aula, con la Lega in Giunta non passerà".

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