Il dialogo politico auspicato dal premier non decolla

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Nonostante l'augurio di Berlusconi nel lasciare il San Raffaele, non sembra che le forze politiche siano in grado di trovare un punto di contatto sul terreno delle riforme

Dopo l'auspicio di Silvio Berlusconi: "Il mio dolore non sarà inutile se faciliterà il dialogo", maggioranza e opposizione cercano un contatto. Impresa, però, che sembra destinata ad arenarsi tra gli infiniti "se" e "ma". Per Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, "il confronto ci sarà solo quando cesserà l'odio contro il premier". Ai microfoni di SKY TG24 Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo economico, ha insistito sulla gravità dell'aggressione di domenica, con la quale "si è arrivati sull'orlo del baratro". Per il coordinatore del Pdl Denis Verdini il Pd dovrebbe rompere subito con Di Pietro, ma i democratici non sono disposti ad accettare ingerenze. Gli stessi democratici sono pronti a confrontarsi sulle riforme, ma non sulle leggi ad personam. Permane dunque il no sia al processo breve sia al legittimo impedimento. L'Udc invece è favorevole al secondo, purché il primo venga ritirato o quantomeno radicalmente modificato. Di Pietro, al solito, non usa mezzi termini: "Quando la richiesta di dialogo arriva dal governo Berlusconi, la prima cosa da chiedersi è dov'è la fregatura".

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