Regionali, 30enni nati in Rete: i candidati di Beppe Grillo

Beppe Grillo con Roberto Fico, candidato presidente della Regione Campania per il Movimento a 5 stelle
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Sono giovani, non sono inquisiti, non sono iscritti a partiti e hanno un'esperienza politica nata nei meet-up legati al blog del comico genovese. Ecco chi presenterà il Movimento a cinque stelle alle elezioni di marzo 2010

di Serenella Mattera

Un medico, un operatore giudiziario, un esperto in comunicazione, un direttore della fotografia e un tecnico informatico sistemista. Sono i candidati alla presidenza delle regioni Piemonte, Lombardia, Campania, Emilia Romagna e Veneto per il Movimento a cinque stelle di Beppe Grillo. Età media, 30 anni. Un’esperienza politica nata nei meet-up legati al blog del comico genovese e cresciuta con l’impegno nelle liste civiche a cinque stelle per le comunali. Non sono iscritti a partiti, non sono mai stati inquisiti. «Io sono uno dei tanti. Il candidato non sono io, è il Movimento», ci tiene a precisare Vito Claudio Crimi, che viene dal quartiere Brancaccio di Palermo ma lavora presso la Corte d’Appello di Brescia e sfiderà il duo Formigoni-Penati in Lombardia. Mentre il napoletano Roberto Fico, primo candidato ufficiale in Campania, spiega: «Se entreranno due consiglieri in Regione, non entreranno due persone, ma uno snodo di un network che è amplissimo».

Mentre ancora i grandi partiti completano il quadro dei nomi che li rappresenteranno alle elezioni del marzo 2010, il Movimento a cinque stelle ha dunque già avviato la sua campagna elettorale. In cinque sole Regioni, perché al momento le forze non permettono di fare di più. Ci sono da formare le liste (requisiti: non essere iscritti a partiti e non essere mai stati indagati), poi raccogliere le firme e autofinanziarsi (con banchetti e contributi su internet). Avendo come snodo la Rete, da cui tutto è partito, e come padre nobile Beppe Grillo, che ha già iniziato il suo tour per presentare le candidatura. “Non vogliamo vincere – ha detto mercoledì il comico a Torino – e io ho 62 anni, sono un pregiudicato e ho 40 processi in corso, per cui non potrei mai essere un candidato. Ma basta uno dei nostri – ha aggiunto presentando Davide Bono, 29 anni, medico di base – uno piccolo, magro, con una telecamera. Perché dietro di lui c’è un movimento, un blog con migliaia di persone. Ed è ora che queste persone, non io, si riprendano il Paese».

Roberto Fico, che di anni ne ha 35 e si occupa di comunicazione, è stato il fondatore a Napoli del più numeroso meet-up d’Italia (4000 iscritti). Nella sua Regione hanno discusso a lungo prima di decidere di affrontare la sfida delle elezioni. Ma ora puntano dritto al 3%, ad eleggere almeno un consigliere. Perché anche uno solo, spiega Roberto, «potrà mettere tutta l’attività del Consiglio in Rete e i politici se la vedranno brutta». E la camorra?, gli chiediamo. «Io non ne ho paura – risponde – Ho più paura del sistema per cui i fondi pubblici passano dai partiti e finiscono alla camorra».

Rifiuti, acqua pubblica e trasparenza, sono i temi cardine del programma che stanno costruendo in Campania, in Rete, con il modello Wiki. A Torino ci si batterà soprattutto contro gli inceneritori e la tav, a favore ad esempio di un miglioramento delle tratte dei pendolari. In Emilia Romagna Giovanni Favia, 28 anni, già rappresentante al Comune di Bologna delle liste civiche A cinque stelle, avverte come urgente il problema della cementificazione. Ma con David Borrelli, candidato in Veneto, avranno di sicuro tutti in comune il programma nazionale del Movimento a cinque stelle, loro punto di riferimento. Oltre al blog di Beppe Grillo, dove tutte le notizie convergeranno e troveranno eco. E a un comune codice di condotta. Un esempio? Tutti assicurano che terranno dell’indennità da consigliere («che è scandalosamente alta») quanto strettamente necessario per vivere. Il resto andrà al Movimento, per i suoi progetti.

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