Maroni: oscureremo siti che incitano alla violenza

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Il ministro dell'Interno ha riferito alla Camera su quanto accaduto al presidente del Consiglio. E ha annunciato nuove leggi per il web. La replica di Casini: "No a provvedimenti illiberali". Polemiche: guarda i video degli interventi

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"L'aggressione al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è un fatto gravissimo". E' iniziata così l'informativa del ministro dell'Interno Roberto Maroni.
Nell'Aula della Camera il ministro ha riferito su quanto accaduto al premier la scorsa domenica.
Roberto Maroni ha ribadito che si sta "valutando l'oscuramento di siti che istigano a delinquere". E i tempi potrebbero essere brevi.
Maroni sottolinea che si tratta di "misure urgenti" e dunque è ipotizzabile che il governo intenda agire per decreto. "Farò la proposta - sottolinea - in Consiglio dei ministri, giovedì vediamo".
Il ministro dell'Interno non si sofferma sui particolari, sottolineando: "Ho detto che sono allo studio misure ma non ho intenzione di dire quali: lo dirò prima al Cdm essendo misure delicate, che riguardano terreni delicati come la libertà di espressione sul web e quella di manifestazione, ancorché in luoghi aperti, pubblici".


A lui replica Pier Ferdinando Casini.  "Internet, signor ministro è un terreno pericolosissimo, ma è pericolosissimo anche per il senso l'inverso, ossia per l'intervento su Internet".
Maroni parla poi dell'appello del presidente Napolitano. "Occorre raccogliere l'invito del presidente della Repubblica, affinchè pur nella diversità delle varie posizioni politiche, si fermi la pericolosa esasperazione della polemica politica e si torni al più presto ad un normale e civile confronto tra le diverse parti e tra le diverse istituzioni". E ha continuato: "E' auspicabile che gli stessi temi
della sicurezza delle più alte cariche dello stato e di tutti i cittadini non rappresentino un ulteriore motivo di dannosa e strumentale polemica politica".

La campagna contro il premier Silvio Berlusconi "finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa", ha detto il ministro dell'Interno. "L'asprezza dei toni che la dialettica politica recentemente ha raggiunto e in particolare la progressiva, crescente campagna contro la persona del presidente del Consiglio dei ministri, in molti casi travalica le regole del legittimo confronto democratico, finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa".

Su Massimo Tartaglia, il 42enne che ha lanciato una riproduzione del Duomo contro il presidente del Consiglio, il ministro dell'Interno ha detto che la premeditazione risulta provata dal fatto che gli sono stati trovati altri oggetti contundenti.

Maroni ha sottolineato che "nessun rilievo può essere mosso ai responsabili milanesi dell'ordine pubblico: anzi, il dispositivo attuato ha anche consentito di sventare una contestazione al presidente del Consiglio sotto il palco".
Ricordando che "la protezione istituzionale del presidente del Consiglio compete direttamente all'Aisi", Maroni ha detto che "la gravità dell'episodio mi ha indotto ad incontrare personalmente ieri i rappresentanti delle forze dell'ordine di Milano, per verificare se il sistema di gestione dell'ordine pubblico fosse stato attuato secondo le regole".

Nel pomeriggio Maroni parlerà anche nell'aula del Senato.

Ieri, al termine di un vertice in Prefettura, il ministro dell'Interno aveva detto che il premier ha rischiato di essere ucciso e aveva già parlato di un giro di vite sui social network che incitano alla violenza, dopo la comparsa su Facebook di gruppi pro-Massimo Tartaglia, il 42enne con problemi mentali che ha aggredito il premier. GUARDA GLI INTERVENTI ALLA CAMERA



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