Berlusconi: in Italia comanda il partito dei giudici

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Lo ha detto il premier nel corso del suo intervento al congresso del Ppe a Bonn. Gianfranco Fini: Non sono d'accordo. Dal Quirinale rammarico e preoccupazione per questo violento attacco ad organi dello stato

"La sovranità in Italia è passata dal Parlamento al partito dei giudici". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento al congresso del Ppe a Bonn (in fondo all'articolo tutti i video del suo intervento).

"In Italia succede un fatto particolare di transizione a cui dobbiamo rimediare: la sovranità, dice la Costituzione, appartiene al popolo" e il Parlamento "fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale" e la Corte "abroga la legge".  Questo quanto sottolineato dal premier a Bonn, sottolineando che la maggioranza "sta lavorando per cambiare situazione anche attraverso una riforma della Costituzione".

Berlusconi parla poi della sitiuazione italiana. "Abbiamo una maggioranza coesa e forte e un premier super - ha continuato - C'è una sinistra che ha attaccato il presidente del Consiglio su tutti i fronti inventandosi delle calunnie su tutti i fronti". E ancora: "Chi crede in me è ancora più convinto. Tutti si dicono: "dove si trova uno forte e duro con le palle come Silvio Berlusconi?".

"Possiamo dare un impulso veramente importante all'Europa. Vediamo di essere protagonisti anche nella politica estera dove abbiamo parlato con troppe voci diverse. E' necessario inserirsi nel dialogo a due tra Cina e Stati Uniti".

Il premier sottolinea inoltre l'importanza che l'Europa parli "con una sola voce in Europa, nel Parlamento". E chiede "una politica comune anche per l'energia. Dobbiamo preoccuparci - dice - di diversificare le fonti". Poi sulle politiche dell'immigrazione: "Non devono essere solo i Paesi del Mediterraneo a farsi carico del problema".

Infine - rimarca il Cavaliere nel suo intervento - è necessaria "una politica comune della difesa. Abbiamo - spiega il premier - una spesa che da anni puo' essere ridotta. Occorrono delle forze armate europee che possono inserirsi nella Nato ed essere portatori di pace. Oggi - conclude Berlusconi - andiamo troppo divisi" anche "rispetto alle richieste di Obama". "Dobbiamo parlare con una voce sola", ripete Berlusconi.

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, raggiunto dalle notizie provenienti da Bonn, ha espresso profondo rammarico. "In relazione alle espressioni pronunciate dal presidente del Consiglio in una importante sede politica internazionale, di violento attacco contro fondamentali istituzioni di garanzia volute dalla Costituzione italiana, il presidente della Repubblica - si sottolinea in una nota del Colle - esprime profondo rammarico e preoccupazione".

"Il capo dello Stato continua a ritenere che, specie per poter affrontare delicati problemi di carattere istituzionale, l'Italia abbia bisogno di quello 'spirito di leale collaborazione' e di quell'impegno di condivisione che pochi giorni fa il Senato ha concordemente auspicato", conclude il Quirinale.

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