Economist: Berlusconi, time to say addio

La vignetta dedicata a Silvio Berlusconi nel nuovo numero dell'Economist (www.economist.com)
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Nuovo durissimo attacco del settimanale finanziario londinese al premier italiano: "Il nostro primo ministro preferito dovrebbe andarsene". Tra i possibili successori Fini ("che complotta apertamente per estromettere Berlusconi"), Casini e Bersani

Time to say 'addio' (E' tempo di  dire addio): con questo titolo, e la parola 'addio' in italiano,  l'Economist in edicola domani afferma in uno dei suoi editoriali  che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (che  nell'occhiello chiamano 'Il nostro primo ministro preferito')  "dovrebbe andarsene".

"La carriera politica di Silvio Berlusconi è sul limite. Dovrebbe andarsene", si legge nel sommario del pezzo, nel quale  si ricordano alcune delle vicende che hanno coinvolto il premier  nell'ultima settimana, definita "una brutta settimana, anche  per i suoi standard": dalla multa per il caso Mondadori, alla  richieste della moglie Veronica per il divorzio, dalla ripresa  del processo Mills, a "nuove accuse che vengono fatte su  connessioni del passato con la mafia".
L'Economist ricorda la propria 'coerenza': "criticammo la  sua discesa in politica nel 1993-94. Nel 2001 abbiamo detto che  era inadatto a governare l'Italia. Nel 2006 consigliammo gli  elettori italiani di dire 'Basta!'. Nel marzo 2008 li abbiamo invitati a sostenere il suo avversario di centrosinistra". Ma ricorda anche come la rivista abbia evitato in larga parte i presunti scandali sessuali, concentrandosi "sue due questioni  piu' sostanziali: i conflitti di interesse tra il suo lavoro  negli affari e quello in politica, e la performance del suo  governo".

L'Economist parla quindi di "risposta dilatoria in maniera  scioccante del governo Berlusconi" davanti alle difficoltà  economiche dell'Italia, e evidenzia come le questioni legate al  tema giustizia "hanno distratto lui e il suo governo dalle loro  altre responsabilità ". E critica: "non ha promosso il tipo  di riforme economiche di cui c'è bisogno per ridare  competitività al Paese". Il settimanale parla poi di "politica estera eccentrica",  "squilibrata rispetto a quella degli alleati occidentali" notando i contatti con Putin, Gheddafi e Lukashenko. "Sotto  Berlusconi, l'Italia continua a boxare sotto alla sua categoria  di peso, nell'Ue e nel mondo".

Infine, l'Economist parla di possibili successori, e menziona  Fini ("che complotta apertamente per estromettere Berlusconi",  scrive), Casini e Bersani, nell'opposizione: "Chiunque sia,  potrebbe anche completare la trasformazione del Paese, che Berlusconi ha bloccato quando è salito sul palcoscenico della  politica negli anni 90. L'Italia starebbe meglio se il cavaliere  (in italiano) uscisse ora a cavallo dalla scena", conclude.

Nel numero in edicola da venerdi 4 dicembre, del quale è stata fornita  un'anticipazione, il settimanale pubblica anche un altro  articolo, dal titolo "Sotto attacco da ogni parte", nel quale  analizza quello che definisce "un impressionante insieme di  guai in cui è immerso" il primo ministro italiano ed "il  crescente isolamento che lo circonda".

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