No B Day: dalla rete alla piazza, la scommessa del web

Il No Berlusconi Day si svolgerà a Roma il 5 dicembre
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Sabato 5 dicembre il popolo dei blog e di Facebook si è dato appuntamento a Roma per manifestare contro Berlusconi. Sulla carta (meglio, su internet) può contare su 350 mila adesioni. Riuscirà a trasformarle in presenze reali?

Sabato dalle 15 diretta della manifestazione su SKY.it attraverso il segnale di You dem, canale 813 di SKY

di David Saltuari


Sabato 5 dicembre a Roma si svolgerà il "No Berlusconi Day", la manifestazione nata su iniziativa di un gruppo di blogger e utenti di Internet, diffusa grazie a Facebook e sviluppata senza l'appoggio, almeno apparente, di nessuna organizzazione partitica o sindacale. Anzi, nonostante la richiesta di molti iscritti e non pochi dirigenti, il Partito democratico non solo non ha voluto aderire all'evento, ma ha lanciato un'iniziativa per certi versi simile per la settimana successiva. La concorrenza non sembra però spaventare gli organizzatori che, almeno sulla carta, cioè su internet, possono contare su oltre 350 mila partecipanti. Questo infatti è il numero di coloro hanno aderito attraverso la pagina di Facebook. Quanti saranno di questi click a trasformarsi in manifestanti in carne e ossa è la domanda su cui è costruita la sfida dei blogger del "No Berlusconi Day".

L'iniziativa è partita lo scorso 9 ottobre, pochi giorni dopo la bocciatura del Lodo Alfano, da un'idea alcuni blogger e utenti di facebook. Tra i nomi dei promotori non figurano neanche quelli più celebri e seguiti della blogosfera italiana. San Precario, Franca Corradini, Giuseppe Gregorio, la community di blogger FreeK non sono certo i nomi più noti tra chi frequenta la rete italiana. Più che sul nome del singolo, il movimento nato in rete, punta sulla vastità dei propri contatti. Prova generale del "No Berlusconi Day" è stato, lo scorso 5 settembre, il No Gelmini Day, organizzato sempre da San Precario e Franca Corradini attraverso il suo blog A scuola di bugie.

Contro il Ministro dell'Istruzione gli iscritti su Facebook sono stati decisamente di meno (si sono fermati a solo 2.500), ma i presidi organizzati davanti alle prefetture di tutta Italia ebbero successo, riscuotendo una certa eco mediatica e stabilendo i primi tasselli su cui costruire il "No Berlusconi Day". A dare un contributo importante, permettendo di scavalcare i muri della sola blogosfera, sono poi arrivati gli endorsement de Il Fatto Quotidiano e di Antonio Di Pietro.

Un clamore, quello del No Berlusconi Day, che si è subito trasformato in un problema politico per il principale partito d'opposizione. Preso in contropiede, nel momento in cui si stava insediando la sua nuova classe dirigente, il Partito Democratico si è trovato ad abbozzare una posizione chiara. Ufficialmente non aderisce, ma lascia agli iscritti la libertà di farlo. E non sono pochi, anche tra i dirigenti, ad annunciarsi il 5 dicembre in piazza: il vice presidente del partito Ivan Scalfarotto, Ignazio Marino, Giuseppe Civati. Anche l'ex segretario Walter Veltroni invita il partito ad una maggiore partecipazione, anche se quel giorno non ci sarà.  YouDem TV (canale 813 SKY), la televisione del Partito Democratico, seguirà in diretta la manifestazione dalle 15 alle 19.

Non è la prima volta che una manifestazione popolare nasce dall'autorganizzazione dei partecipanti o con il contributo della rete, ma è forse la prima volta che riesce a conquistare tanta visibilità senza avere alle spalle un nome o una sigla già nota. Beppe Grillo e i suoi "Vaffa Day" potevano contare sulla fama del comico genovese e i Girotondini facevano comunque parte di una classe intellettuale ben inserita nei meccanismi della comunicazione. Il "No Berlusconi Day" sembra invece un ritorno del cosiddetto Popolo del Fax, quei cittadini che nei primi anni di tangentopoli inondarono le redazioni di giornali con i propri messaggi di protesta e sdegno.

A caratterizzarli una forte voglia di partecipazione, unita a volte a una certa ingenuità di contenuti e linguaggio. L'ottimismo dilaga: Piazza del Popolo è troppo piccola! sostiene, forse con un eccesso di entusiasmo, un'iscritta alla pagina di Facebook (nel dubbio però, gli organizzatori si sono spostati all'ultimo momento a Piazza San Giovanni). Intanto però questo gruppo forse un po' velleitario, ma dotato di una certa concretezza, è riuscito ad organizzare diverse centinaia di pullman per Roma, quattro treni speciali, un traghetto dalla Sardegna e un servizio d'ordine usando l'esperienza delle associazioni aderenti. I promotori hanno inoltre conquistato spazio sui media più tradizionali e si sono guadagnati la simpatia e l'appoggio delle principali blogstar italiane.

Su quello che faranno dopo il 6 dicembre per ora vogliono tenere le bocche cucite (anche se sostengono di avere già in mente qualcosa). Per ora si limitano ad aspettare il passaggio dal virtuale al reale.


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