Processo breve, Alfano: nessuna guerra di cifre con Anm

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Il ministro della Giustizia ha ribadito che la riforma prevista avrà un impatto molto ridotto sui procedimenti in corso. Ha poi smentito le voci sulla volontà del governo di modificare il reato di concorso esterno in associazione mafiosa

Non si placa la polemica sulla riforma della giustizia promossa dalla maggioranza. Dopo l'allarme lanciato dall'Anm sull'alta percentuale dei procedimenti penali a rischio, il guardasigilli Angelino Alfano, premesso di non aver intenzione di alimentare una guerra di cifre con l'Associazione nazionale magistrati, ha ribadito che il processo breve mette a rischio solo l'uno per cento delle azioni giudiziarie in corso. Ha precisato, inoltre, che il governo non ha affatto intenzione di modificare il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. In ogni caso la disponibilità al dialogo sulla riforma della giustizia e su quelle istituzionali del capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto non convince il Partito Democratico.

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