Il Giornale: in arrivo un avviso di garanzia per Berlusconi

1' di lettura

Il quotidiano di Feltri rivela che la Procura di Palermo sarebbe pronta ad indagare il premier. Palazzo Chigi smentisce Repubblica: “Nessuna volontà di modificare la norma per concorso esterno in reati di mafia"

"Sequestrare il Tesoro di Silvio". Questo il titolo a tutta pagina di stamane del quotidiano "Il Giornale", preceduto dall'occhiello "l'ultima trovata dell'antimafia". Il quotidiano diretto da Vittorio Feltri nel sommario riporta: "Dalla Sicilia in arrivo un avviso di garanzia a Berlusconi per concorso esterno in associazione mafiosa. Subito dopo gli verrà requisito l'intero patrimonio. Per la legge, infatti, basta il sospetto". Se tutto va come i pm sognano vada, per Silvio Berlusconi la condanna sul Lodo Mondadori potrebbe essere solo un antipasto, perché i Pm di Palermo vogliono indagarlo per concorso esterno in associazione mafiosa per poi arrivare al sequestro dell’intero patrimonio“.

L'anticipazione del quotidiano di Vittorio Feltri è legata alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza, braccio destro dei boss mafiosi Filippo e Giuseppe Graviano, che chiamano in causa il senatore del Pdl Marcello Dell'Utri. Il sospetto del Giornale è che i magistrati possano attaccarsi al solo "sospetto" di rapporti tra Dell'Utri e Cosa Nostra per coinvolgere anche il premier con l'accusa di "concorso esterno" in associazione mafiosa. Un passaggio che, è l'analisi, potrebbe poi portare al sequestro dei beni patrimoniali di cui il Cavaliere non fosse eventualmente in grado di spiegare la provenienza e che potrebbero essere dunque attribuiti, nelle accuse, ad attività legate alle organizzazioni criminali. Un impianto, questo, fa notare il quotidiano di Feltri, che non terrebbe conto di ricostruzioni analoghe, sempre con Berlusconi nel mirino, che sarebbero però già state smontate in altri processi. Negli ultimi tempi le accuse di Spatuzza hanno portato a indicare Berlusconi come il referente della mafia ai tempi delle stragi del 1992- '93.

A questo proposito, la Repubblica oggi in edicola riporta anche l'indiscrezione che alcuni consiglieri giuridici del premier ora "vogliono mettere mano al reato di concorso esterno di associazione mafiosa per prevenire l'incriminazione del premier e un processo (futuribile) per mafia". La notizia riportata dal quotidiano romano è stata seccamente smentita da Palazzo Chigi il quale fa sapere in una nota che “circolano voci false, originate da alcuni giornali, in merito alla volontà del presidente del Consiglio di modificare la norma che ha consentito di arrivare al concorso esterno in reati di mafia. Si tratta di voci false, tendenziose e destituite di ogni fondamento". “Ci troviamo di fronte – continua la nota - ad un comportamento molto pericoloso, perché si basa su voci inventate sì, ma che potrebbero addirittura favorire il fenomeno criminale. Queste falsità sono tanto più gravi se rivolte contro un Presidente del Consiglio ed un governo che hanno fatto della lotta alla criminalità mafiosa uno dei punti qualificanti della loro attività”

Leggi tutto