Finanziaria, chiesti soldi per giustizia e imprese

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Il duello tra il ministro Brunetta e il collega Tremonti potrebbe ripresentarsi a Montecitorio dove oggi sbarca la manovra economica. Nel mirino dei ministri ci sono i soldi dello scudo fiscale che per ora sono solo sulla carta

Dietro il braccio di ferro tra Giulio Tremonti e Renato Brunetta sembra esserci una questione banale: i soldi. Il ministro della Pubblica amministrazione sembra solo l'avanguardia di un drappello ministeriale che mal digerisce il catenaccio del titolare del Tesoro, arroccato nella difesa ad oltranza dei conti pubblici. Le bordate di Brunetta contro il superministro non sono state sostenute alla luce del sole dai colleghi, ma non per questo i maldipancia sono meno acuti. In ballo c'è la Finanziaria che oggi sbarca a Montecitorio e lì potrebbe riproporsi la fronda di quella parte del Popolo della Libertà che intende battere cassa per sostenere l'uscita lenta dalla crisi di quei settori produttivi messi in ginocchio dalla recessione. La questua ministeriale è nutrita: si va dal Guardasigilli Angelino Alfano che vuole soldi per la giustizia, al ministro dell'Interno Roberto Maroni che ha minacciato di votare con l'opposizione se non fossero saltati fuori soldi veri per la sicurezza, al ministro della Difesa Ignazio La Russa che deve finanziare le truppe in Afghanistan, al ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola che vuole il taglio dell'Irap, risorse per la banda larga e nuovi incentivi non solo per l'auto, fino al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che reclama fondi per l'università. Nel Pdl c'è chi minimizza la portata della sfida. Nel mirino dei ministri c'è il tesoretto, ancora virtuale, dello scudo fiscale che dovrebbe materializzarsi a fine anno. E' da vedere se Tremonti vorrà indossare i panni di Babbo Natale. Il Partito Democratico punta il dito contro l'inconsistenza della legge di bilancio.

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