Bertone: "La politica deponga le armi"

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Da Assisi il segretario di Stato Vaticano rilancia l'appello rivolto dalla Cei. Poi parla dell'Abruzzo, chiedendo che "le tante promesse fatte vengano mantenute". E sulle scintille tra Fini e la Lega: "Io le parolacce non le dico"

Il segretario di Stato Vaticano, cardinal Tarcisio Bertone ha oggi rilanciato, da Assisi, l'appello al "deponete le armi" che la Cei aveva rivolto a maggioranza e opposizione nelle settimane scorse. "Lo sottoscrivo pienamente - ha risposto ad una domanda dei giornalisti - E mi sembra che qualche segnale ci sia".
E ha aggiunto in una battuta: "Bisognerebbe che riprendessimo le teoria dell'insiemistica che ci insegnavano a scuola". Poi,  ha osservato che "la ricostruzione di un tessuto della convivenza pacifica, della solidarietà, della comunità è un problema che riguarda tutti, anche i media. Perché uniti possiamo affrontare i gravi problemi socio-politici sul tappeto".

Il segretario di Stato Vaticano, ad Assisi per celebrare il decennale della riapertura della Basilica di San Francesco devastata dal sisma del 1997 in Umbria, ha poi lanciato anche un appello affinché le "tante promesse" fatte sulla ricostruzione delle zone terremotate dell'Abruzzo "diventino realtà e non rimangano solo parole".
Il porporato ha ricordato il restauro a tempo di record compiuto ad Assisi, con affreschi che erano ridotti a poco più di "piccole briciole". Ha lodato la determinazione e l'intelligenza con cui tutto ciò è stato compiuto ed ha auspicato che anche per l'Abruzzo e per le chiese dell'Abruzzo si proceda con la stessa creatività e abilità.

E ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle scintille scoppiate tra il presidente della Camera Gianfranco Fini e la Lega sul tema dell'immigrazione, il cardinal Bertone ha risposto: "Io le parolacce non le dico".

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