Giustizia, Alfano: il processo breve resta la priorità

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All'interno della maggioranza crescono i dubbi legati al provvedimento ma per il ministro della Giustizia resta una priorità nell'agenda del governo. A tenere banco è anche la proposta di Casini di mettere in cantiere un lodo Alfano bis

Sul processo breve l'opposizione sale sulle barricate ma il governo andrà avanti perchè la riforma serve al Paese. "Si tratta di una priorità dell'agenda governativa che, sostiene il Guardasigilli Angelino Alfano, giova agli italiani e, solo di riflesso, avrà un impatto sul presidente del Consiglio". Il Presidente del Senato Renato Schifani affida al Parlamento il compito di valutare la proposta di Casini su un nuovo lodo costituzionale condiviso dai poli per l'immunità delle alte cariche dello Stato. Gran parte della maggioranza è convinta che il processo breve sia la soluzione più adatta per garantire alla giustizia tempi ragionevoli ma nel Popolo della libertà i finiani sembrano smarcarsi. "Il Parlamento discute questa legge e, fa sapere Italo Bocchino, se c'è disponibilità da parte dell'opposizione su un lodo Alfano costituzionale o sulla reintroduzione dell'immunità parlamentare si può tranquillamente fare".

I falchi del Pdl non fanno sconti al Partito Democratico ritirando fuori una proposta di legge sul processo breve firmata dalla capogruppo al Senato Anna Finocchiaro che fissava il tetto di sei anni per chiudere i processi e l'accusa è pesante. A stretto giro la replica della Finocchiaro che non usa mezzi termini. "Gasparri e Bondi non sanno leggere e non sanno quello che dicono e, se lo sanno, mentono. "Le nostre proposte, sottolinea, sono molto diverse da quella del salva processi di Gasparri e Quagliariello". L'Italia dei valori non accoglie la proposta di Casini e punta tutto sul referendum abrogativo.

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