Test antidroga ai politici tra consensi e dinieghi

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Primo giorno di analisi volontarie per i parlamentari, che hanno aderito numerosi alla proposta Giovanardi. Tra i primi l'ex presidente della Camera e leader dell'Udc. Ma Cicchitto: "Non aderisco. Nasce tutto da attacchi a premier"

Carlo Giovanardi, promotore del test antidroga per politici e amministratori, si dice soddisfatto per il vero e proprio boom di adesioni. Nella giornata del 9 novembre al via le analisi volontarie per i parlamentari. Il primo a sottoporsi è stato l'ex presidente della Camera e leader dell'Udc Pierferdinando Casini che, d'altra parte, ha fatto rilevare come la legge ad hoc, proposta dal partito per l'addietro, fosse stata bocciata in Parlamento. Mentre il ministro Maria Stella Gelmini ha parlato di iniziativa di valore, parere favorevole ha anche espresso il leader dell'Idv Di Pietro, che ha invitato tutti i parlamentari a sottoporsi al test. Ma per i Radicali si tratta solo di ipocrisia e, in ogni caso, il test andrebbe allora esteso anche a magistrati e forze dell'ordine. Sulla stessa linea il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto che, pur non avendo nulla da nascondere, ha annunciato di non aderire all'iniziativa. A suo parere essa non è estranea alla spirale ossessiva di interesse per la vita privata di ogni appartenente alla classe politica.

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