Riforme, Berlusconi: "Se il Pd cambia ok al dialogo"

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Lo ha detto il presidente del Consiglio nel nuovo libro di Bruno Vespa. E aggiunge: "Se cambia la maggioranza voto anticipato. Ma escludo ogni possibilità di crisi". Alfano: "Riforma della giustizia anche da soli"

"Se mai dovesse verificarsi un cambiamento di maggioranza, ma e' un'ipotesi che non esiste, sarebbe inevitabile il ricorso ad elezioni anticipate". Lo afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi intervistato da Bruno Vespa nel libro "Donne di cuori".
Il premier mette i puntini sulle 'i' in una fase in cui intende avviare un importante processo riformatore, a partire dalla giustizia: "Nessuno piu' di me e' predisposto al dialogo. Ma per dialogare e' necessario essere in due, e soprattutto avere rispetto dell'avversario, non insultarlo e demonizzarlo come il Pd di Franceschini e di Veltroni ha fatto ogni giorno, e spesso piu' volte al giorno, contro la mia persona. Se Bersani decidera' di cambiare registro e di concorrere alle riforme importanti per il futuro dell'Italia, il piu' contento saro' io". Insomma, secondo Berlusconi: "Se il nuovo segretario del Pd manifesta una disponibilita' a trattare sulle materie piu' importanti, non ci sara' nessuna difficolta' ad aprire una discussione seria".

Sul fronte giustizia il Guardasigilli Angelino Alfano, intervenendo oggi a Mattino 5, rileva: "Non so se c'e' la possibilita' di un'intesa con l'opposizione. Noi non la rifiutiamo, ma anzi la ricerchiamo, perche' le riforme se sono votate da una maggioranza ampia sono destinate a durare di piu' nel tempo. quindi ricercheremo una forma di consenso con l'opposizione. Ma di fronte al bivio tra la paralisi, perche' l'opposizione non vuole la riforma, e quanto da noi proposto agli elettori, sceglieremo non di restare fermi, ma di procedere con le riforme".

Dall'opposizione la capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, afferma: "Fa un po' sorridere leggere che nessuno piu' di Berlusconi 'e' predisposto al dialogo'. Mi sembra che in questi mesi siano venute proprio dal governo e dalla maggioranza forzature, continue ricorsi ai voti di fiducia, norme anticostituzionali come il lodo Alfano. Forse il registro devono cambiarlo maggioranza e governo. E in ogni caso le tanto sbandierate riforme si fanno in Parlamento. Quella e' la sede del confronto".
Incalza il capogruppo dell'Italia dei valori a Palazzo Madama, Felice Belisario: "Il ministro della Giustizia non ribalti la verita'. Il suo dovere e' di proporre una riforma vera, che accorci i tempi dei processi penali e civili, che non abolisca le intercettazioni annullando il potere di indagine dei giudici, che ridia alla magistratura i fondi di cui ha bisogno, che risolva i problemi delle carceri per une detenzione certa, ma anche in linea con il rispetto dei diritti umani. Su questo l'opposizione sarebbe disposta a confrontarsi in Parlamento. Ma Alfano e la maggioranza hanno in mente tutt'altro e l'Idv avversera' il piano piduista, che vorrebbe una magistratura asservita all'esecutivo".


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