Berlusconi: "Se condannato non mi dimetto"

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Lo afferma il presidente del Consiglio nell'ultimo libro di Bruno Vespa. E sulla condanna dell'avvocato Mills anche in appello il premier afferma: "E' una sentenza che certo sarà annullata dalla Corte di Cassazione"

"Ho ancora fiducia nell'esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verita' che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, in una dichiarazione contenuta nell'ultimo libro di Bruno Vespa 'Donne di cuori', in riferimento ad alcuni processi in corso a suo carico.

Quanto alla condanna dell'avvocato Mills anche in appello, "e' una sentenza -prosegue il premier - che certo sara' annullata dalla Corte di Cassazione".

Vespa chiede a Berlusconi come spieghi la campagna  internazionale che si e' scatenata su di lui da maggio in poi. "E' partita da Repubblica e l'Espresso - risponde il  presidente del Consiglio -  e su sollecitazioni di questo gruppo  si e' estesa ai giornali e ai giornalisti 'amici'. Per gettare  fango su di me ha finito col gettare fango sul nostro Paese e  sulla nostra democrazia".

Altra domanda posta da Vespa al premier è se gli attacchi del Times nei suoi confronti dopo la bocciatura del Lodo Alfano possano essere "frutto della guerra con Rupert Murdoch, che ne e'  proprietario, per i contrasti su Sky Italia". "La coincidenza fa riflettere, ma sono cose che io non farei mai, e quindi sono portato a credere  che non le facciano neppure gli altri...", risponde Silvio  Berlusconi.
Il premier invita comunque a "non esagerare". "Da mesi negli USA e' polemica ferocissima tra Fox News, una rete televisiva del gruppo Murdoch, e il Presidente Obama. Non mi pare che ne derivi un problema", aggiunge.  

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