Bersani alla guida del Pd. "Priorità lavoro e precariato"

Pier Luigi Bersani
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Tre milioni al voto, l'ex ministro oltre il 50%: "Farò il leader, ma a modo mio. Voglio partito d'alternativa, urlare non serve". Franceschini al 34%. Il nuovo segretario a SKY TG24: "E' stata una giornata incredibile"

"Ringrazio Dario Franceschini che mi ha telefonato e poi ha fatto il suo annuncio, riconoscendo un risultato che mi consegna la responsabilità di segretario del Pd. Ora vedremo i risultati, ma a noi risulta di essere sopra il 50%". Così Pierluigi Bersani nella sua prima dichiarazione da segretario del Pd. "Voglio rivolgere una parola di amicizia e rispetto per Dario Franceschini e Ignazio Marino. Lavoreremo insieme per il nostro partito". Così il neosegretario ha offerto la collaborazione ai suoi rivali alle primarie.
Ma subito sottolinea: "Farò il leader del Pd, ma lo farò a modo mio. Non il partito di un uomo solo ma un collettivo di protagonisti”, annunciando che "per prima cosa domani incontrerò un gruppo di artigiani a Prato perché bisogna rompere il muro tra politica e lavoratori". E aggiunge, con una frecciata al Pdl: "Siamo orgogliosi di essere quelli che stanno facendo un partito, realizzando così la Costituzione repubblicana, che conosce i partiti e non i popoli".
Così Bersani nella conferenza stampa tenuta nella sede del partito. "Siamo orgogliosi - ha continuato - di fare un partito che non ha padroni, ma che fa dei congressi per scegliere chi li deve guidare". "Quella di oggi - ha concluso Bersani - è una vittoria di tutti, di iscritti ed elettori che, come ho sempre detto, non sono due razze diverse".

"Preferisco che il Pd si definisca un partito dell'alternativa piuttosto che dell'opposizione, perché l'alternativa comprende anche l'opposizione ma non sempre è vero il contrario". Il discorso alla sede del Pd a Sant'Andrea delle Fratte e sottolineando che a volte "stare in un angolo a urlare non porta a nulla". Il neo segretario intende avviare subito un confronto con le altre forze del centrosinistra.

Non mancano accenti critici, come quelli di Arturo Parisi: "Vedo che D'Alema esalta la chiarezza della scelta degli elettori. Chiarezza su che cosa? Certo sul vincitore. Attendiamo adesso che Bersani, non avendoci detto su quale linea cercava il consenso, ci dica finalmente dopo la vittoria su che linea ha vinto. Il fatto che ce lo dica D'Alema e' gia' una conferma dei timori della vigilia".
"Spero che adesso tra il Pd e la sinistra italiana si aprano finalmente nuovi spazi di dialogo, purché in nome di una rigorosa e reciproca autonomia". E' invece il primo commento di Claudio Fava, del coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà, all'elezione di Pier Luigi Bersani a segretario del Pd.

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