Bersani, dal cuore dell'Emilia Rossa al vertice del Pd

Pierluigi Bersani
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Il padre aveva un'officina, lui ha studiato filosofia. Una moglie, due figlie, così ha scalato la vetta del Partito Democratico

Pierluigi Bersani è nato a Bettola, in provincia di Piacenza, il 29 settembre del 1951 (lo stesso giorno di Silvio Berlusconi ma di 15 anni più giovane), rappresenta uno dei prodotti più genuini dell'"Emilia rossa", proprio come l'amato Vasco Rossi, scelto come colonna sonora della sua corsa alla segreteria.

Figlio di una famiglia di artigiani (il padre aveva un distributore di benzina e una piccola officina), ha scelto di studiare e si è laureato in filosofia con una tesi su San Gregorio Magno. Ha cominciato da giovanissimo a occuparsi di politica, sotto la bandiera del Pci, facendo la sua gavetta nei consigli comunali e nelle comunità montane. Fino a diventare presidente della regione Emilia-Romagna, nel '93.

La moglie Daniela fa la farmacista, le due figlie, Elisa e Margherita, ancora studiano. Come la gran parte degli ex comunisti emiliani, Bersani è approdato con naturalezza a posizioni socialdemocratiche, scoprendosi anche un animo liberista: sue, come si ricorderà, sono le famose "lenzuolate" che davano il via a una serie di liberalizzazioni nei più disparati settori (dall'energia elettrica ai medicinali venduti nei supermercati).

L'esperienza come ministro dell'Industria e poi dello Sviluppo Economico nei due governi Prodi lo ha lanciato sulla scena nazionale. Continua ad occuparsi di economia attraverso la fondazione "Nens" (nuova economia nuova società) fondata insieme all'ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco. Il suo feeling con Massimo D'Alema (forse ancora più forte di quello tra Franceschini e Veltroni) poteva inimicargli una larga fetta dei democratici: ma la sua candidatura ha avuto il sostegno di cattolici ed ex popolari come Rosy Bindi e Enrico Letta.

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