Regionali. Bossi: il Veneto è un caso chiuso

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Il Pdl discute le candidature alle prossime regionali: resta da sciogliere il nodo Veneto e Piemonte. La Russa frena il leader del Carroccio: nessun accordo, i nomi saranno scelti a inizio novembre

"Il Veneto è già chiuso, non esiste un caso Veneto". Umberto Bossi decreta la fine della partita per la candidature alle regionali. Il 'Senatur', conversando all'ingresso dei gruppi della Camera dei deputati, ricorda che "l'accordo c'è" già e naturalmente prevede la scelta di un nome del Carroccio e non di Giancarlo Galan, attuale presidente della Regione che punta alla ricandidatura in quota Pdl.

Immediata, però, la smentita di Ignazio La Russa. "C'è un obbligo statutario secondo il quale ogni decisione deve essere presa dall'ufficio di presidenza del Pdl". Questa la premessa del coordinatore del Pdl sulla trattativa riguardo le candidature per le elezioni regionali. "Prima di partire con l'istruttoria per capire quali sono i candidati migliori abbiamo ascoltato i pareri di Berlusconi e Fini", aggiunge il coordinatore del Pdl, "i nomi saranno scelti ad inizio novembre". Il ministro della Difesa poi, a chi gli ricorda che Bossi consideri "chiuso" il caso Veneto, risponde: "Ho parlato di accordo? No e allora...".

"Ci sono delle rose di candidati in tutte le regioni - aggiunge la Russa - C'è un obbligo statutario: le decisioni vengono prese dall'ufficio di presidenza sentito il coordinatore regionale. Quindi stiamo in ogni regione raccogliendo l'opinione del coordinatore regionale. E' chiaro che prima di avviare questo iter i tre coordinatori hanno sentito l'orientamento del presidente Berlusconi e del cofondatore del Pdl, il presidente Fini. Il percorso si concluderà con una decisione che credo avverrà nei primi giorni di novembre, forse anche prima. C'è una fase parallela o immediatamente successiva di intesa con gli alleati, quindi la Lega e le regioni del Nord Italia".

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