Riforma Giustizia, Fini: sì ma con una maggioranza più larga

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Lo ha detto il presidente della Camera dopo le parole del premier Silvio Berlusconi che da Sofia ha affermato di esser pronto a cambiare la Costituzione e a ricorrere a un referendum

"Non escludo a priori che ci possa essere condivisione anche sui temi che riguardano l'ordinamento giudiziario". Nel giorno in cui il premier Silvio Berlusconi si dice pronto a fare a maggioranza le riforme sulla giustizia, fino ad arrivare al referendum, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, sostiene, intervenendo a un'iniziativa all'università di Pisa, che la via della condivisione delle riforme anche in campo giudiziario è possibile. Ma sottolinea: "E' auspicabile che le riforme, siccome riguardano le istituzioni che sono la casa di tutti, avvengano con maggioranze più larghe di quella del governo".

"E' altresì evidente - aggiunge Fini - che sull'ordinamento giudiziario si può intervenire con leggi costituzionali e con leggi ordinarie. Questa è una scelta che attiene alla libertà delle forze politiche". E' lo stesso presidente della Camera, però, a ricordare che "una riforma a maggioranza l'abbiamo già fatta e poi si arrivò a un referendum che la bocciò: in base all'esperienza credo che si debba valutare su quali basi si possa ricercare una condivisione".

Il presidente della Camera ha poi affermato: "Ci sono istituzioni di garanzia che, naturalmente, devono essere tenute fuori dalle polemiche e istituzioni che necessariamente interagiscono tra di loro e danno vita a quella che è la dialettica tra le stesse istituzioni; dialettica che puo' essere in alcuni momenti piu' o meno polemica, ma deve essere comunque sempre all'insegna del rispetto reciproco e del rispetto del  dettato della Costituzione".


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