Diritti gay, anche la destra si interroga: "perchè no?"

Jake Gyllenhaal e Heath Ledger in una scena di "I segreti di Brokeback Mountain" (Usa, 2005) - Credits: Grazia Neri
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Dopo la bocciatura del disegno di legge sull'omofobia, sul web alcuni militanti auspicano una presa di posizione più coraggiosa che tuteli gli omossessuali. In molti sono invece convinti che la linea non debba cambiare

di Filippo Maria Battaglia

“E se fosse tuo figlio ad essere omosessuale?”: la domanda non è inedita, la provenienza forse si. Anche a destra, infatti, in queste ore ci si chiede con crescente insistenza se le posizioni finora manifestate in favore dei diritti gay dalla maggioranza dei suoi rappresentanti siano state le più corrette e adeguate.
I segnali più evidenti di questi interrogativi sono arrivati proprio durante la votazione del disegno di legge bocciato alla Camera in tema di omofobia. Prevedeva l'inserimento delle aggravanti per i reati commessi "per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato". 
Alla pregiudiziale di costituzionalità, proposta dall'Udc e determinante per la bocciatura della legge, il Pd ha votato contro (ad esclusione della "teodem" Paola Binetti, che ha creato una ridda di polemiche), mentre Lega e Pdl si sono espressi a favore dell'eccezione, anche se non in modo compatto. Nelle fila del Popolo della libertà, infatti, ci sono stati nove voti contrari (tra cui il radicale Benedetto Della Vedova e il vice-capogruppo Italo Bocchino) e dieci astenuti.
Adesso, a qualche ora da quel voto, la spaccatura sembra riflettersi sulla rete.
Il blog della comunità di gay e lesbiche di destra, Gaylib, ospita per esempio un intervento di Daniele Priori che firma un appello “ai nove finiani, non dissidenti ma congiurati per la libertà”, nel quale,  oltre a plaudire a quella presa di posizione finora minoritaria, chiede “al Pdl e non ad altri l’effettiva parificazione dei diritti e dei doveri per le persone e le coppie omoaffettive”.
A fargli da sponda, c'è anche Libertiamo. L’associazione culturale presieduta dal deputato del Pdl Benedetto Della Vedova ha garantito che premerà affinché sui temi del mondo gay "il Popolo della libertà segua il Partito popolare europeo", di cui fa parte, e “non si attardi su posizioni di retroguardia”.
Sulla stessa lunghezza d'onda, il giornalista Filippo Facci, che sulla prima pagina di Libero ha dedicato alla questione un corsivo polemicamente intitolato "In diretta dal medioevo". "Quasi la metà degli italiani - sostiene Facci - da noi, pensa che gli omosessuali siano un problema sociale: per non dire peggio".
Eppure, tra i quotidiani d'area del centrodestra, la situazione non è univoca: lunedì scorso, sul "Giornale", il parlamentare Pdl Renato Farina, riguardo alla possibilità di inserire aggravanti per determinati reati, concludeva così un suo editoriale: "per me uccidere una persona è il delitto peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non dovrebbero esistere graduazioni. Ma a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?".
I dubbi sul voto parlamentare trovano comunque ospitalità anche in blog non strettamente legati a quotidiani e partiti. Così, se in rete c'è chi si dice convinto che "la legge comunque si farà" (anche perché l'iniziativa del Pd era "giusta e da sostenere"), c'è chi nota come “con enorme e positiva sorpresa anche un mondo di Destra si è risentito” della scelta parlamentare, “spingendo affinché il ministro Carfagna intervenga quanto prima con un ddl. Finalmente e per fortuna”.
Adesso, dopo la bocciatura del ddl, e le critiche del commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, il pallino torna di nuovo nelle mani della maggioranza e del governo:  toccherà a loro rispondere ai dubbi di un elettorato che non sembra essere compatto e monolitico come qualche tempo fa.

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