Biotestamento, Fini: rispetto per libertà di coscienza

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Il Presidente della Camera ha ribadito che il dibattito deve avvenire rispettando la libera scelta dei deputati. E al Senato scoppia il "caso Bianchi", capogruppo Pd Commissione Sanità, che ha votato a favore dell'indagine conoscitiva sulla pillola Ru 486

Gianfranco Fini rinnova il suo impegno a garantire che il dibattito sul biotestamento a Montecitorio si svolga nel rispetto doveroso di ogni deputato ad esprimersi secondo coscienza in un clima pacato e privo di pregiudizi. L'occasione per il Presidente della Camera di ribadire l'importanza della libertà di coscienza nel voto sulla legge che regolerà il fine vita è l'incontro con i rappresentanti delle associazioni "Luca Coscioni" e "A buon diritto". Marco Cappato e Luigi Manconi gli hanno consegnato un dischetto che contiene le volontà espresse da 3300 persone che hanno sottoscritto il proprio testamento biologico. Venti deputati del Pdl hanno chiesto al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di ammorbidire il testo del biotestamento approvato in Senato per agevolare il confronto con l'opposizione. Intanto a Palazzo Madama scoppia il caso politico legato all'indagine conoscitiva sulla pillola abortiva Ru486, fortemente voluta dal Pdl. In commissione Sanità, dove tra poche ore è attesa l'audizione del ministro del Welfare Maurizio Sacconi, la capogruppo del Pd Dorina Bianchi ha votato con la maggioranza attirandosi le critiche dello stato maggiore del partito e c'è chi ha già chiesto le sue dimissioni. La Bianchi si difende: "Ho agito secondo il mandato del gruppo". Del caso Bianchi se ne occupano i senatori del Pd e il leader Dario Franceschini ha scritto al capogrupppo Anna Finocchiaro per ribadire che "alla decisione del partito tutti devono attenersi".

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