L'addio ai parà, alle esequie le alte cariche dello Stato

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E i vertici dello Stato in prima fila per rendere omaggio al sacrificio dei sei paracadutisti e per esprimere il loro cordoglio ai familiari. Bossi rilancia la polemica sull'Afghanistan: "Li abbiamo mandati noi e sono tornati morti"

Tutta la politica porge l'ultimo saluto ai militari caduti. Ci sono le più alte cariche istituzionali: il presidente della Repubblica Napolitano e quelli delle Camere Fini e Schifani, il capo del governo Berlusconi, il presidente della Corte Costituzionale Amirante. Arrivano nella Basilica di San Paolo fuori le mura, si soffermano ancora con i familiari delle vittime. Mani che si stringono, carezze, parole di conforto. Poi l'arrivo delle bare, il silenzio, le teste che si inchinano. Nelle prime file siedono anche molti ministri, esponenti di maggioranza e opposizione. E' il tempo del dolore per la perdita di sei vite, dell'omaggio all'impegno delle forze armate, ma anche della riflessione sul futuro. "Per la missione in Afghanistan ho votato anch'io, dice Umberto Bossi al termine delle esequie, eravamo convinti che servisse, non certo a farli morire". Bisogna allora annullare o almeno modificare l'impegno delle nostre truppe? Il leader leghista ribadisce la sua speranza: "Sarebbe un passettino portare a casa a Natale almeno un po' di soldati".

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