Berlusconi:chi mi attacca tifa per la crisi

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All'inaugurazione di Milano Unica, il nono salone italiano del Tessile, il premier parla anche di libertà di stampa: "I dittatori censurano e chiudono i giornali, io no". Conferma Formigoni come prossimo candidato in Lombardia e attacca i magistrati.

Crisi economica, "il peggio è passato, siamo nella fase conclusiva". Queste le parole del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi oggi alla fiera di Milano per l'inaugurazione di Milano Unica, il Nono salone italiano del Tessile. "Io ho fatto tutto il possibile e meglio di tutti" dichiara il premier, che aggiunge: "Tremonti è un genio, aveva previsto la crisi prima di tutti".

Il presidente del consiglio invita poi a non lanciare attacchi ingiustificati contro le banche affermando che "non si può gettare la croce" contro di loro per la concessione dei prestiti. Gli istituti di credito, ha spiegato, devono gestire i soldi dei risparmiatori e quindi è comprensibile che non concedano prestiti a chi non è in grado di restituirli. "Mettiamoci nei loro panni - ha aggiunto - devono fare buon credito".

Il premier ha poi attaccato duramente le toghe: "E' follia pura che ci siano frammenti di Procura che da Palermo a Milano guardano ancora a fatti del '92, del '93, del '94. Mi fa male che queste persone pagate dal pubblico fanno queste cose per congiurare contro di noi che lavoriamo per il bene del Paese". 

Berlusconi ha inoltre confermato che Roberto Formigoni sarà nuovamente ricandidato alla presidenza della regione Lombardia e si è scagliato contro coloro i quali "parlano di moralità politica perché Bossi va a Miss Padania e perché io ho fatto qualche cena simpatica", aggiungendo: "sapete perché gli italiani credono e hanno fiducia in me? Non solo perché sono giovane e bello e perché sono un imprenditore in quanto tale non ho bisogno di rubare e questo è certo. Hanno in fiducia in me perché sanno che i cattocomunisti non riusciranno a mettere in campo i loro piani".

Silvio Berlusconi parla anche di libertà di stampa : "Un dittatore di solito prima attua la censura e poi chiude i giornali. In questi giorni in Italia si è dimostrato che c'è stata la libertà di mistificare, calunniare e diffamare. Questa non è una dittatura".

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