Immigrati, Berlusconi contro Ue: pronti a bloccare i lavori

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Il Cavaliere: "Se continueranno a parlare i portavoce al posto dei presidenti ostacoleremo il funzionamento dell'Unione". La replica: "Europa comunica come previsto dai trattati". Sui rapporti con il Vaticano: "Nessuna distanza"

All'arrivo a Danzica per le celebrazioni del 70esimo anniversario dello scoppio della seconda guerra mondiale, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato di immigrazione e delle polemiche con l'Ue dopo gli ultimi respingimenti, minacciando il blocco dei lavori in commmissione europea. "Parli il Presidente", ha detto Berlusconi "non i portavoce. Altrimenti non daremo più il nostro voto e chiederemo le dimissioni dei commissari". La reazione di Bruxelles non si è fatta attendere. Johannes Laitenberger, portavoce del presidente della Commissione Europea Josè Manuel Barroso e capo del servizio di pubblica informazione dell'esecutivo Ue ha detto: "Se chiediamo informazioni questo non rappresenta una critica. Sull'argomento dell'immigrazione così come su altri temi lavoriamo con l'Italia in modo obiettivo e corretto". A Danzica Berlusconi ha parlato anche dei rapporti tra governo e Vaticano, assicurando che "non c'è stata alcuna distanza con la Santa Sede": "Leggo su distanze e difficoltà tra il Vaticano e il Governo che non sono mai esistite e non esistono - ha detto il premier - perchè il Governo non ha nessuna responsabilità su quello che è successo, nelle diatribe giornalistiche che si sono verificate".

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