Bagnasco difende Boffo: “Attacco disgustoso e molto grave”

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Il presidente della Cei difende il direttore dell’Avvenire dopo gli attacchi del Giornale: "Rinnovo tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani". La replica di Feltri: "Non sono affatto pentito”

"L'attacco che è stato fatto al dott. Boffo direttore di Avvenire è un fatto disgustoso e molto grave": lo ha detto l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, prima di celebrare la messa per la festa del santuario della Madonna della Guardia. "Rinnovo al dott.Boffo direttore di Avvenire tutta la stima e la fiducia mia personale e quella di tutti i vescovi italiani e delle Comunità cristiane"

Intanto non si dice affatto pentito il direttore del Giornale Vittorio Feltri che in nuovo editoriale intitolato 'La rabbia dei moralisti smascherati' sottolinea a chiare lettere che non ha alcuna intenzione di fare marcia indietro dopo l'attacco rivolto ieri a Dino Boffo, direttore dell'Avvenire. Al contrario, Feltri spiega ed argomenta le ragioni del suo affondo nei confronti del direttore del quotidiano dei vescovi italiani.. "In seguito alle nostre rivelazioni - scrive Feltri - la cena prevista ieri sera tra il premier e il cardinal Bertone è stata annullata per evitare strumentalizzazioni. La Cei, non senza imbarazzo, ha espresso generica e formale solidarietà a Boffo; non poteva fare diversamente. Forse non era al corrente del vizietto del suo portavoce giornalistico e, quand'anche fosse stata informata, sperava non sarebbero uscite indiscrezioni e ora, colta alla sprovvista, deve riflettere sul da farsi”. Rispetto alla decisione del presidente del Consiglio di dissociarsi dal Giornale, perché contrario alle polemiche sulla vita privata di chiunque, Feltri scrive: “Ci saremmo stupiti se il premier avesse detto il contrario, e cioè che approvava la nostra iniziativa”. “Non c'è bisogno di rammentare - aggiunge - che il compito di decidere in una redazione spetta al direttore il quale può essere licenziato da un momento all'altro, ma non limitato nei suoi poteri”. Feltri poi aggiunge: “Non sono affatto pentito di aver divulgato la notizia su Boffo e, in una circostanza analoga, il mio atteggiamento non cambierebbe di una virgola”. Quindi, conclude : “Abbiamo la certezza che questa faccenda non finirà qui. Replicheremo agli attacchi (scontati) di cui saremo oggetto, e rassicuriamo i lettori: non siamo mammole. Finché i moralisti speculeranno su ciò che succede sotto le lenzuola altrui, noi ficcheremo il naso (turandocelo) sotto le loro”.

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