Di Pietro protesta per finanziamenti a fondazione Craxi

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Il leader dell'Idv definisce 'porcata estiva' il finanziamento con soldi pubblici alla fondazione Craxi. Stefania Craxi, esponente del Pdl, risponde: Di Pietro è un cancro della politica italiana

Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro protesta per i finanziamenti pubblici alla fondazione intestata a Bettino Crax. Lo fa attraverso il suo blog. E non usa mezzi termini.
"C'è una notizia che pochi italiani conoscono - scrive Di Pietro - una porcata estiva degna di questa compagine di governo. Il ministro della Cultura Bondi ha rifinanziato per il 2009, con soldi pubblici, la Fondazione Craxi. Fin qui, sapendo che il Pdl accoglie in Parlamento condannati per ogni sorta di reato, anche per associazione mafiosa, nulla di che stupirsi: siamo consapevoli di essere di fronte ad un partito ad immagine e somiglianza dei suoi fondatori Berlusconi e Dell'Utri. Ma quando si apprende che le fondazioni intitolate a Pertini, Di Vittorio e D'Annunzio non riceveranno un euro, questo deve indignarci".

E aggiunge: "Le fondazioni hanno il compito di promuovere la cultura nel Paese: quali valori vuol promuovere la Fondazione Craxi di cui sua figlia Stefania è presidente? Su Wikipedia si legge: 'La Fondazione Craxi è una fondazione nata il 18 maggio 2000 allo scopo di tutelare la personalità, l'immagine, il patrimonio culturale e politico di Bettino Craxi attraverso la raccolta di tutti i documenti storici che riguardino la sua storia politica'. Mi viene il dubbio leggendo questa definizione, se nel 'patrimonio' di cui parla - continua - siano inclusi anche le migliaia di fascicoli giudiziari prova del suo vero valore politico".

E non tarda ad arrivare la risposta di Stefani Craxi, esponente del Pdl, che usa toni altrettanto piccati. Il leader di Idv "non è certo nelle condizioni di ergersi a moralizzatore. Le sentenze con cui sono stati archiviati i procedimenti contro Di Pietro sono altrettanti documenti d'accusa".

"Quando indossava la toga - afferma la figlia del leader socialista in una nota - Di Pietro ha chiesto e ricevuto favori, ha viaggiato in lungo e in largo, dall'Austria ad Hong Kong, ha esercitato il suo mandato con l'amico avvocato Lucibello in maniera tale da far dire ad un suo imputato: 'mi hanno sbancato'. Le sentenze con cui sono stati archiviati i procedimenti contro Di Pietro sono altrettanti documenti d'accusa. Di Pietro non è certo nelle condizioni di ergersi a moralizzatore. E' un cancro della politica italiana - conclude Stefania Craxi - e come tale va isolato".

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