Dl anticrisi, dal Cdm via libera al decreto correttivo

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Il Senato ha votato la fiducia al governo e il decreto anti-crisi è legge. Via libera dal Cdm anche al dl correttivo al provvedimento anticrisi. L'Idv al Colle: Giorgio non firmare

Con 166 voti favorevoli e 109 voti contrari e nessun astenuto l'aula di palazzo Madama ha votato la fiducia e il via libera definitivo al ddl di conversione del decreto legge anticrisi, che diventa legge.

Con il voto di fiducia è arrivato il via libera definitivo del Parlamento al dl manovra. Subito dopo il Cdm, con una riunione lampo, ha dato via libera al decreto-legge recante disposizioni correttive del dl anticrisi.
Un primo ok "preliminare" del consiglio dei ministri avrebbe dovuto esserci ieri mattina, ma è stato rinviato tutto ad oggi, consentendo al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di ricevere insieme i due provvedimenti e promulgarli in maniera contestuale.

"Giorgio non firmare". Il senatore dell'Idv Stefano Pedica, prima del voto di fiducia in Senato sul dl anti-crisi si è presentato nell'aula di Palazzo Madama indossando sotto la giacca una maglietta con questa scritta. E' la stessa maglietta che i parlamentari dell'Idv hanno indossato in occasione della manifestazione al Quirinale per chiedere a Napolitano di non firmare il ddl sulle intercettazioni. Questa volta l'invito è a non firmare la promulgazione del decreto anti-crisi modificato poi dal decreto correttivo.

Il dl correttivo verte su quattro temi: Corte dei Conti, ambiente, scudo fiscale e ponte sullo Stretto di Messina. Non ci sarà, invece, nessun intervento sulla tassa sull'oro, nonostante il parere negativo della Bce: un giudizio che però, essendo "ostativo", in base al decreto neutralizzerebbe l'operazione. Nel nuovo provvedimento il governo punta a ridurre al minimo i correttivi, per evitare che diventi un 'vaso di Pandora', suscitando appetiti di vario tipo con il tentativo di infilare nuove ed eterogenee misure. Rischio che però viene solo rimandato a settembre, quando il testo arriverà in Parlamento.

In ogni caso, se il decreto entrerà in vigore già dalla prossima settimana, il tempo per l'esame delle Camere sarà breve, perchè limitato al solo mese di settembre.
Queste le quattro modifiche del decreto:

CORTE DEI CONTI: si interviene per ridefinire il cosiddetto 'lodo Bernardo', che introduce norme che depotenziano la magistratura contabile nelle indagini sul danno erariale.

AMBIENTE: torna la possibilità per il ministero guidato da Stefania Prestigiacomo di avere un ruolo, "di concerto" con gli altri dicasteri interessati, nelle procedure per realizzare le grandi opere energetiche e infrastrutturali, comprese le centrali nucleari.

SCUDO FISCALE: arrivano chiarimenti e paletti all'operazione per il rientro dei capitali introdotta alla Camera. In particolare, lo scudo non garantirà alcuna tutela agli evasori che hanno procedimenti in corso e la protezione non sarà applicata ai reati gravi che riguardano il riciclaggio di denaro sporco e la criminalità organizzata.

PONTE MESSINA: si modifica la norma sul ponte sullo Stretto di Messina. In particolare, dovrebbe essere cambiata la parte sulla procedura di nomina di un commissario, chiamato ad approvare gli atti necessari per consentire la ripresa delle attività e l'inizio dei lavori, con l'obiettivo di concludere l'opera entro il 2016.

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