Decreto anti-crisi: Il governo ottiene la fiducia

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L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo Berlusconi approvando con 294 sì e 186 no la fiducia posta sul decreto legge anticrisi

Con 294 sì e 186 no il governo ha incassato la fiducia della Camera sul maxiemendamento al dl anticrisi.

La votazione ha registrato il record minimo di partecipanti con solo 480 votanti.

Leggendo i tabulati della votazione, si scopre che quattro  membri del governo (il presidente del Consiglio Silvio  Berlusconi, ed i ministri Stefania Prestigiacomo, Michela  Vittoria Brambilla e Ignazio La Russa) non hanno risposto alla  chiama in quanto erano in missione. A non rispondere  all'appello, al netto dei 23 deputati in missione, sono stati  126: 9 dell'Idv, 2 della Lega , 75 del Pd, 23 del Pdl, 6  dell'Udc e nel Misto i deputati dell'Mpa.

Il disco verde di Montecitorio sul provvedimento arriverà martedì prossimo. Il decreto passerà dopo al Senato per la seconda lettura.
 E' molto probabile pero', come spiegano fonti parlamentari della maggioranza, che a Palazzo Madama ci siano modifiche e che quindi i deputati siano chiamati nuovamente in Aula per la terza lettura che, pur velocissima, occupera' la prima settimana di agosto. Il testo, infatti, dovrebbe avere il via libera finale a Montecitorio il 4 agosto.


Tra le principali novità del passaggio a Montecitorio, l'introduzione dello scudo fiscale-ter, la mini-riforma delle pensioni con l'allungamento dell'età di pensionamento delle donne nel pubblico impiego, la regolarizzazione di colf e bandanti, la moratoria sui debiti delle Pmi, gli sgravi alle imprese per il rafforzamento patrimoniale, e le modifiche alla 'golden tax' e la 'Tremonti-ter'.

Si è trattata della ventitreeesima fiducia chiesta e ottenuta dal governo Berlusconi.

I precedenti voti di fiducia sono stati il 25 giugno 2008 sul  decreto fiscale (con le misure sull'abolizione dell'Ici prima  casa e per la defiscalizzazione degli straordinari), il 15  luglio sul decreto sicurezza, il 21 luglio e l'1 e il 5 agosto  sempre sul decreto manovra (al Senato e alla Camera), il 7  ottobre sul decreto scuola, il 22 ottobre sul decreto Alitalia,  il 2 dicembre sul decreto sanita', il 7 gennaio 2009, sul  decreto per l'universita', il 14 gennaio alla Camera sul decreto  anticrisi, il 27 gennaio al Senato sullo stesso provvedimento,  due volte sul decreto mille proroghe, l'11 febbraio al Senato e  il 19 febbraio alla Camera, il 2 aprile scorso sullo stesso  decreto incentivi, con le norme sulle quote latte, a  Montecitorio, il successivo 8 aprile, sullo stesso provvedimento  al Senato, il 13 maggio, quando le norme del disegno di legge  sicurezza sono state oggetto di tre votazioni, ed il 10 giugno,  sul maxi emendamento al disegno di legge sulle intercettazioni. 
Fino al due luglio, con l'ultima delle tre fiducie poste sul ddl  sicurezza al Senato.
In precedenza, il governo aveva avuto la fiducia sia alla Camera che al Senato al momento della sua formazione.

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