Stupri, Marino: nel Pd questione morale. Scontro tra leader

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L'arresto del presunto stupratore della Capitale, che aveva un incarico in uno dei circoli del Partito Democratico, ha innescato una nuova polemica nel partito tra i candidati alla segreteria

Nella battaglia fratricida per la leadership del Pd anche la cronaca nera diventa un'arma impropria da scagliare contro i rivali. Ad offrire lo spunto ad Ignazio Marino è l'arresto del presunto violentatore di Roma Luca Bianchini, dirigente di un circolo del partito. "Trovo davvero incredibile che un criminale che già 13 anni fa era stato coinvolto in odiosi reati di violenza sessuale possa essere arrivato a coordinare un circolo del Pd. E' evidente, incalza Marino, che nel Pd abbiamo una questione morale grande come una montagna". Un attacco frontale che il segretario Dario Franceschini giudica inaccettabile: "Una cosa è il dibattito congressuale tra candidati, un'altra è utilizzare un episodio oscuro e terribile, il caso, di una persona con una doppia vita invisibile a tutti quelli che lo hanno frequentato nel lavoro e nelle amicizie, per parlare di questione morale nel Partito Democratico. Queste parole suonano come offensive per migliaia di coordinatori di circolo e di quadri del partito, per centinaia di migliaia di iscritti", replica Franceschini. Anche Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria, parla di strumentalizzazione intollerabile.

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