A Bologna la campagna elettorale finisce in tribunale

A sinistra, Flavio Delbono (Pd); a destra, Alfredo Cazzola (Pdl)
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Dopo le accuse reciproche da parte dei due candidati sindaco, la procura ha aperto due fascicoli. Lo scontro elettorale tra Flavio Delbono (Pd) e Alfredo Cazzola (Pdl) si sposta così dalla piazza alle aule giudiziarie

"Non mi faccio dettare l'agenda da un pregiudicato come Cazzola che ha fatto a cazzotti per strada".
Non sono bastate le donne, le spese, i viaggi, i presunti mobbing. A rendere ancora più tesa l'aria a Bologna adesso sono arrivate anche le botte. Botte fisiche, e non virtuali, come invece accade in ogni altra competizione elettorale.
L'ultimo round tra Flavio Delbono (Pd) e Alfredo Cazzola (Pdl), in corsa il prossimo 21 e 22 giugno al ballottaggio per l'elezione a sindaco del capoluogo emiliano, si gioca infatti su un trascorso giudiziario dell'ex patron di Motorshow.
Una vecchia sentenza di condanna del tribunale, emessa dopo che l'imprenditore rifilò un cazzotto a un automobilista per una questione legata a un parcheggio. Nelle settimane scorse, Cazzola ha sempre dichiarato di essere stato assolto in appello. Ieri, si è scoperto che non era vero: condannato in secondo grado, si salvò solo grazie alla prescrizione in Cassazione.
Per questo Flavio Delbono, che con un'ampia coalizione di centrosinistra corre per succedere a Sergio Cofferati, sul suo sito va giù duro: "non mi faccio dettare l'agenda da un pregiudicato come Cazzola, che ha fatto a cazzotti per la strada, minaccia ed insulta chiunque consideri suo avversario, sia che si tratti di un automobilista che vuole parcheggiare, sia di un politico che non si schiera subito dalla sua parte". La risposta arriva dopo che lo stesso Cazzola, sul suo sito, aveva chiesto a Del Bono di rispondere a sette domande.
Ma l'affaire legato alla campagna elettorale di Bologna non finisce qui. E sembra tingersi di giallo, con inevitabili riverberi giudiziari.
La Procura della Repubblica ha infatti aperto due fascicoli. Il primo, con le ipotesi di peculato e di abuso di ufficio, non riguarda formalmente Delbono anche se è stato aperto subito dopo le accuse di Cazzola di scarsa moralità nella gestione delle spese pubbliche del candidato sindaco di centrosinistra quando era ancora vicepresidente della regione Emilia Romagna.  Il secondo, invece, è contro Cazzola, e riguarda la querela presentata dal suo avversario in risposta all'attacco mosso dall'ex patron del Motorshow, da subito definito calunnioso ed offensivo. Difficile che a meno di tre giorni dal voto i due procedimenti arrivino a conclusione. Sempre che le ultime ore della campagna elettorale non riservino qualche altro colpo di scena inatteso.

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