Napolitano: libertà e pluralismo principicipi fondamentali

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I cittadini europei credono nella "libertà e pluralismo dell'informazione". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ribadisce, al termine del vertice informale sull'Ue di Napoli, uno dei principi portanti del progetto europeo

La libertà dell'informazione è un principio fondamentale. Lo ha ricordato Giorgio Napolitano al termine del vertice al Palazzo Reale di Napoli dei cinque capi di Stato di  Italia, Germania, Austria, Ungheria e Portogallo 'Uniti per l'Europa'.

Napolitano ha dunque difeso con forza, pur senza entrare nel merito delle polemiche scatenate dall'approvazione del ddl intercettazione, la libertà dell'informazione. Riprendendo lo spunto offerto dalle parole del presidente tedesco Horst Kohler che ha spronato l'Europa a difendere i principi di libertà e democrazia, Napolitano ha sostenuto che "non possiamo aver dubbi sull'importanza fondamentale dei principi che devono presiedere all'attività di informazione dei paesi europei".

Il capo dello Stato ha tenuto comunque a precisare di non poter forzare le prerogative che gli vengono attribuita dalla Costituzione. "Sulla applicazione di questi principi nelle varie situazione nazionali - ha aggiunto - non posso entrare". Quello che è certo è che "ci sono riserve di saggezza nei nostri popoli e nelle nostre opinioni pubbliche e proprio questa convinzione nell'importanza di rispetto di principi cardine come quello della libertà di informazione spinge Napolitano ad "aver fiducia nel'attaccamento dei nostri popoli ai principi liberali e democratici tra cui non ultimo quello della libertà del pluralismo dell'informazione".

napolitano ha toccato anche un altro argomento, il calo generalizzato di affluenza al voto alle recenti elezioni europee, che rappresenta "un aspetto preoccupante anche se non nuovo" specie se accompagnato anche da "un incidenza non trascurabile di gruppi che esprimono posizioni ostili al processo di integrazione europea".
Il capo dello Stato parla anche di Barack Obama dichiarando che l'elezione del nuovo presidente Usa ha portato a "un nuovo corso nella politica estera degli Stati Uniti" ma da parte europea non si può "indulgere a nessun ingenuo miracolismo". Con l'America di Obama "vediamo più facile una convergenza di posizione tra l'Ue e gli Usa e la possibilità per l'Ue di esprimersi".

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