Fini-Berlusconi, faccia a faccia dopo il nuovo scontro

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Alla vigilia del congresso del Pdl, il premier e il presidente della Camera tornano a discutere sul ruolo del Parlamento e le sue procedure. Un duro botta e risposta

Un altro botta e risposta, al centro ancora il Parlamento e le sue regole. Berlusconi parla dei deputati e senatori "che sono lì con due dita ad approvare tutto il giorno emendamenti di cui non si conosce nulla". Il presidente del Consiglio l'aveva proposto giorni fa: il capogruppo voti per l'intero gruppo, ora spiega che quel "paradosso era per dire che gli altri parlamentari sono lì non per partecipare ma per fare numero".
Fini aveva già bocciato l'idea, oggi un nuovo altolà: "La democrazia parlamentare ha procedure precise che devono essere rispettate da tutti - sottolinea il presidente della Camera - in primis dal capo del governo. Si possono certo cambiare, ma non irridere".
Immediata la replica di Berlusconi, che parla di stravolgimento di un ragionamento sulla riforma dei regolamenti parlamentari. Poi i due si vedono - appuntamento già fissato - a Montecitorio, incontro molto cordiale si racconta. Berlusconi avrebbe spiegato di essere stato travisato, nessuna intenzione di offendere il Parlamento. 
L'opposizione però va all'attacco: Berlusconi lavori invece di insultare i parlamentari, dice il segretario del Pd Franceschini e il capogruppo alla Camera Soro parla di pulsioni autoritarie. Di Pietro denuncia la visione egemonica del governo, critica anche l'Udc. Il Pdl ribadisce la centralità del Parlamento, ma respinge le accuse del Pd.
La Lega dice no al voto solo per i capigruppo, ma il Parlamento sia efficiente.

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